Lagos Calling: gli afro-skinhead di Clayton James Cubitt

Dr. Martens ai piedi, camicie Ben Sherman e polo Fred Perry. Bretelle, jeans skinny. Fin qui, tutti i crismi dello stile skinhead. Solo che ad indossarli sono modelli nerissimi e che, se si guarda bene, non rinunciano ad accessori tipicamente afro.
Lagos Calling è la bellissima, ironica, provocatoria serie fotografica di Clayton James Cubitt.
autore | Simone Sbarbati
32 anni, ex-aspirante fotografo, ha fondato uno dei primi magazine italiani in pdf, Freshcut Magazine, poi trasformatosi nel blog dedicato ai giovani artisti Freshcut, ed è stato co-fondatore del poster magazine Shopper. Ha collaborato con diversi blog e testate online e tuttora, oltre a Frizzifrizzi, gestisce una rubrica su Bang Art, coccola il suo gatto Otto, insegna il duro mestiere della vita a sua figlia e cerca di non stressare troppo la sua compagna Ethel. Per pranzi "professionali" (le virgolette non sono a caso) mi trovi su Let's Lunch.
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Ragazzi ma lo sapete che i primi skinheads erano di colore?
E i ragazzi bianchi che hanno standardizzato lo stile skinhead non erano altro che dei culturi della black community giamaicana in Uk?
un po’ di storia di subculture forse vi puo’ chiarire le idee
Gli skinheads non nascono come espressione di una fantomatica ‘superiorità bianca’ ma come uno stile multirazziale e multiculturale nell’Inghilterra degli ultimi anni ’60 dall’incontro tra la cultura mod più autentica e proletaria (hard-mod) e la cultura giamaicana del rude boy, del reggae e dello ska, importata nelle strade inglesi dai numerosi immigrati indo-occidentali.
Tra gli skins ci sono sempre state persone più o meno interessate alla politica, più o meno di destra o di sinistra, visto che il nostro stile è stato fin dall’inizio lo stile della strada, della classa operaia, ma non lo strumento di questo o di quel partito. Ma c’è una cosa che non ha mai fatto parte della nostra cultura: il razzismo, in quanto completamente opposto alle nostre radici.
Grazie davvero per la precisazione, Michele.
La ben netta differenza tra skinheads e naziskin (che tanto piacciono a stampa e tv) la conoscevo bene: ho letto pure diverse cose sull’argomento e in giovane età, sebbene dalle mie parti non ci fosse una gran ‘scena’ c’era pure qualche skin.
Non sapevo invece dell’origine giamaicana del fenomeno!
era solo una puntualizzazione per gli italioti, in inghilterra la cosa e’ abbastanza standardizzata anche perche’ gli original skin binachi e neri erano tantissimi e attualmente sono signorotti di mezza eta’ che mantengono almeno in qualche dettaglio (oltre la pelata per calvizia) qualche dettaglio estetico (ben sherman, loafers, felpe da pugilato) e lo spiegano a figli e nipoti.
Hehehe.
Comunque hai fatto benissimo a puntualizzare. Da noi si tende troppo spesso a generalizzare e a dare a tutti dei nazi.