Simposio: un laboratorio collettivo di utopie

La nuova edizione del progetto, nato nel 2018 all’insegna della ricerca teorica e della produzione artistica sulle complessità del contemporaneo, si terrà dal 7 al 10 luglio 2022 nell’Ex Villaggio Eni di Borca di Cadore

Agire deriva dal latino agĕre, che indica un “fare” ricco di sfumature: spingere, innanzitutto, e poi condurre, far avanzare, occuparsi di qualche cosa. L’agire, quindi, è un fare tutt’altro che statico; implica movimento e spostamento, e presuppone sudore, forza, sforzo, ma suggerisce anche un prendersi cura, un accompagnare, un guidare verso un obiettivo.
Mi pure dunque affascinante che un termine come questo esca fuori più volte tra i frammenti che raccontano — attraverso un video girato durante l’edizione 2019 — un progetto come Simposio, evento che si tiene fin dal 2018 e che consiste in diverse giornate di talk, laboratori, performance e installazioni artistiche all’insegna di un concetto che per definizione necessita di un movimento, di una tensione, di un’agitazione (parola cugina di sangue dell’agire): l’utopia.

Nato nel 2018 dall’idea e dalla volontà di None Collective — collettivo romano che si muove all’intersezione tra pratica artistica, design e ricerca tecnologica — Simposio prende il nome dall’omonima pratica conviviale dell’antica Grecia e dell’antica Roma. L’idea, fin dalla primissima edizione, tenutasi proprio a Roma, è quella di disegnare uno spazio temporaneo che funga da collettore di idee, da fucina di progetti, da centro nevralgico di incontri e scambi: un’isola che non c’è in cui parlare dei temi più urgenti della società attuale e speculare su come costruire, appunto, l’utopia.
«Simposio è un esercizio collettivo di immaginazione e dialogo» spiegano, «un rituale di riconnessione e attivismo culturale per esorcizzare le paure comuni, incontrarci, ri-conoscerci e apprendere reciprocamente, le une dalle altre. Un progetto senza scopo di lucro che intende attivare un confronto pubblico sulla contemporaneità e le sue implicazioni di carattere percettivo, cognitivo, sociale ed economico».

Negli anni all’evento hanno partecipato oltre 60 ospiti, tra tecnologia e umanesimo, filosofia e comunicazione, politica e musica, ambiente e arte, progettazione e attivismo, in un intreccio tra discipline, menti e corpi, ad agire e agitare quasi un migliaio di visitatrici e visitatori — anche se il termine visitare, qui, va stretto a chiunque: chi partecipa, agisce a sua volta.

Dalla prima edizione romana, Simposio è arrivato l’anno successivo sulle Dolomiti, per poi, dopo un salto di un anno dovuto alla pandemia, muoversi di nuovo a Milano.
Quest’anno — al motto di «Non è la fine ma una grande occasione» — il progetto torna sui monti, a Borca di Cadore, dove si era già tenuto nel 2019, in un luogo che un certo sapore di utopia ce l’ha già di suo, cioè l’Ex villaggio Eni, un complesso di più di 100.000 mq costruito tra fine anni ’50 e inizio anni ’60 per volontà di un visionario come Enrico Mattei. Progettato dall’architetto Edoardo Gellner in collaborazione con Carlo Scarpa, doveva essere un luogo di rappresentanza ma anche e soprattutto un villaggio per le vacanze delle dipendenti e dei dipendenti dell’Eni, che avevano il diritto di soggiornare lì senza alcun privilegio di posizione (dirigenti, operaie e operai erano sullo stesso piano e c’era un’estrazione a sorte per assegnare le villette monofamiliari, che comunque erano solo parte di una struttura che comprendeva una colonia per bambine e bambini, un albergo, una chiesa, un residence e un campeggio con tende fisse).
Finito in disuso col passare degli anni, oggi il villaggio è stato restaurato ed è gestito da progettoborca.

(courtesy: Simposio)

Qui, dal 7 al 10 luglio prossimi, si terrà il nuovo Simposio, organizzato da None Collective in collaborazione con le nostre vecchie conoscenze de La Scuola Open Source.
Durante i quattro giorni ci saranno laboratori, incontri, performance, live musicali e installazioni, nello spirito cultura + baldoria che caratterizzava il rito del simposio già millenni or sono.
Quattro i temi fondamentali sui quali si lavorerà nel corso dei workshop, all’insegna della ricerca teorica e della produzione artistica: rappresentazione e potere; arte e tecnologia; organizzazione e politica; cura ed ecosistemi. Il tutto all’insegna della “fine del mondo per come lo conosciamo”.
«L’apocalisse è arrivata?» recita il testo che appare arrivando sul sito di Simposio. «Sì, ma non nel senso della fine del mondo (il mondo continuerà a esistere ed evolversi con o senza di noi) ma nel significato letterale del termine: gettar via ciò che copre, un togliere il velo, rivelazione. Cosa c’è oltre la fine? C’è vita oltre il realismo capitalista che ci opprime ogni giorno? Immaginiamolo assieme. Sovvertiamo l’idea di comodità infinita che ci rende pigri, svogliati, ci priva di fantasia e ci riempie di sonnolenza. Combattiamo il male del presente, l’ignavia: pigrizia, indolenza, viltà eletta a norma di vita. Cerchiamo il contatto con la nostra coscienza, per mantenerlo vivo e mettere in relazione le pratiche quotidiane con il pensiero profondo, critico. Solo il tempo è maestro di conoscenza, la lentezza è profondità nel mare di superficialità che viaggia veloce».

I posti per partecipare/agire al Simposio sono limitati. L’apertura delle iscrizioni è fissata al 28 marzo. Inoltre tra qualche giorno (il 21) chiude la call rivolta a «Artisti, ricercatori, filosofi, comunicatori, imprenditori, artigiani, coder, attivisti e chiunque voglia raccontare idee, esperimenti e pratiche che si sforzano di andare oltre il realismo capitalista, il pigro individualismo, il nichilismo edonista in cui siamo immersə».

(foto: Cristina Vatielli | courtesy: Simposio)
(foto: Cristina Vatielli | courtesy: Simposio)
(foto: Cristina Vatielli | courtesy: Simposio)
(foto: Cristina Vatielli | courtesy: Simposio)
(foto: Cristina Vatielli | courtesy: Simposio)
(foto: Cristina Vatielli | courtesy: Simposio)
(foto: Cristina Vatielli | courtesy: Simposio)
(foto: Cristina Vatielli | courtesy: Simposio)
(foto: Cristina Vatielli | courtesy: Simposio)
(foto: Cristina Vatielli | courtesy: Simposio)
(foto: Cristina Vatielli | courtesy: Simposio)
(foto: Cristina Vatielli | courtesy: Simposio)
co-fondatore e direttore
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