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Il Syrian Design Archive prova a rispolverare e condividere la storia quasi dimenticata della grafica siriana

Oggi di base in Belgio, la designer e architetta Kinda Ghannoum, di origine siriana e polacca, è cresciuta in Siria in una famiglia di artiste e artisti. Dopo la laurea in architettura presso l’Università di Damasco, grazie alla vittoria di un premio di graphic design Ghannoum ha deciso di proseguire nello studio di questa disciplina focalizzando l’attenzione sulla calligrafia araba, sugli ornamenti geometrici e sui pattern tipici della cultura mediorientale.
Attualmente alle prese con un master in Arti Visive presso la scuola d’arte Sint Lucas di Anversa, la progettista ha già all’attivo diverse collaborazioni con case editrici, aziende, ong siriane e istituti come la Obama Foundation.

Durante i suoi studi sulla grafica araba, curiosa di andare ad approfondire storie, origini e nomi riguardanti il graphic design del suo paese di origine, Ghannoum si è scontrata con una notevole mancanza di materiali. Come in molte altre nazioni non occidentali, infatti, la carenza di istituzioni focalizzate sulla conservazione di questo tipo di materiali si traduce in una sorta di condanna a morte per quella che è la storia locale delle cosiddette arti applicate, quale è la grafica. Per fortuna una nuova generazione di ricercatrici e ricercatori sta lavorando duramente per tirare fuori dall’oblio nomi, materiali, scuole e tendenze (qui su Frizzifrizzi abbiamo parlato diverse volte di belle storie come quella dell’Arabic Design Archive o de La Patria, sul design uruguaiano).

Designer: Kol Jadid
Anno: 1949
(courtesy: Syrian Print Archive)
Designer: Abdulkader Arnaout
Anno: 1961
(courtesy: Syrian Print Archive)

Kinda Ghannoum fa parte di questa giovane leva, e quando ha scoperto che le informazioni e i riferimenti relativi a questo argomento erano estremamente limitati — anche a causa della guerra civile che dal 2011 insanguina il paese e ha distrutto una gran quantità di materiale prezioso — ha deciso di prendersi la responsabilità di cambiare le cose. Resasi però conto che da sola sarebbe stato difficile, ha pensato di formare una piccola squadra di lavoro insieme ad altre due giovani donne, architette come lei: Sally Alassafen e Hala Al Afsaa.
Alassafen è laureata in architettura presso l’Università di Damasco, città in cui è nata e cresciuta e dove vive attualmente, lavorando in uno studio di architettura e andandosene spesso in giro a fotografare le vecchie insegne.
Al Afsaa è invece siriana ma cresciuta in Arabia Saudita. Ha sempre vissuto in ambienti multiculturali, fin dal 2017 partecipa a numerosi progetti di innovazione sociale e collabora con organizzazioni non governative in Siria. Architetta di formazione, ha scelto una carriera nel graphic design e nella comunicazione visiva.

Dopo molto lavoro, nel settembre del 2020 le tre hanno dato vita al Syrian Design Archive, che definiscono come «un progetto documentario senza scopo di lucro per aiutare a conservare in un archivio digitale elementi di design grafico e immagini, tra cui la tipografia araba e la sua evoluzione, preservando le sue applicazioni in molte forme di design siriano come stampe, media, tipografia di strada e francobolli, con l’obiettivo di creare un archivio aperto che possa essere una risorsa per ricercatori, ricercatrici, studentesse e studenti, salvaguardando il patrimonio del design siriano nell’era della rapida evoluzione tecnologica».

11th International Fair of Damascus 1965
(courtesy: Syrian Print Archive)
Designer: Abdulkader Arnaout
Anno: 1975
(courtesy: Syrian Print Archive)

Finora l’iniziativa si è sviluppata su Instagram attraverso quattro diversi profili, ciascuno dedicato a media differenti: il Syrian Type Archive sulla “street typography”, il Syrian Stamps Archive, sui francobolli, il Syrian Print Archive sui poster e i manifesti (le foto che corredano l’articolo provengono proprio da questo account), e infine il Syrian Media Archive, su grafica e tipografia di tv e cinema.
Parallelamente a Instagram, esistono anche altrettante pagine Facebook.

«Ci sono i nomi dei grandi artisti siriani delle belle arti, ma chi vuole trovare informazioni sui designer non arriverà a nulla. Gli unici materiali disponibili riguardano le carriere dell’artista Abdelkader Arnaout e del professor Mouneer Alshaarani, che abbiamo ottenuto da libri pubblicati da case editrici dei Paesi Bassi o attraverso un volume dell’Università americana in Egitto» spiegano Ghannoum, Alassafen e Al Afsaa, che sottolineano come in Siria alcune iniziative di archiviazione di questo tipo di opere siano incomplete e, purtroppo, non alla portata di tutti.
Loro, al contrario, mirano alla condivisione totale, e infatti sono aperte alla collaborazione con altre realtà e con singole persone interessate alla materia, sia per quanto riguarda i materiali sia per le informazioni attorno ad essi, «così che il Syrian Design Archive possa cresce per — e grazie a — le persone interessate».

Designer: Youssef Abdelki
Anno: 1984
(courtesy: Syrian Print Archive)
Designer: Youssef Abdelki
Anno: 1984
(courtesy: Syrian Print Archive)
Designer: Burhan Karkoutly
Anno: 1984
(courtesy: Syrian Print Archive)
Designer: Abdulkader Arnaout
Anno: 1991
(courtesy: Syrian Print Archive)
Designer: Abdulkader Arnaout
(courtesy: Syrian Print Archive)
Designer: Abdulkader Arnaout
(courtesy: Syrian Print Archive)
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