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La mappa delle architetture londinesi del “misterioso” Nicholas Hawksmoor

Tra il 1665 e il 1666 ben due calamità si abbatterono sulla capitale britannica. Oggi conosciute come “la grande peste di Londra” e “il grande incendio di Londra”, si portarono via quasi un quarto della popolazione (la peste) e una buona parte degli edifici del centro sulla riva nord del Tamigi (l’incendio).
Negli anni successivi alla duplice tragedia, re Carlo II colse l’occasione per affidare ad alcuni tra i più grandi architetti dell’epoca la completa riprogettazione dell’assetto urbanistico della città. Il più importante tra loro fu Christopher Wren, brillante talento matematico, massone e — pare — appassionato di occultismo. Tra i tanti progetti, Wren costruì la cattedrale di St Paul. Fu durante questo periodo che l’architetto prese a lavorare con sé il giovane Nicholas Hawksmoor.

Nato tra il 1661 e il 1662 in una famiglia benestante di coltivatori diretti del Nottinghamshire, Hawksmoor dimostrò presto una inclinazione per l’architettura. Entrato nelle grazie di Wren per la sua bravura e forse anche per la comune predilezione per le discipline esoteriche, divenne suo assistente ad appena diciotto anni e fu al suo fianco nella costruzione del Chelsea Hospital, del Greenwich Hospital, del palazzo di Hampton Court, e della già citata St Paul.
Oltre che con Wren, Hawksmoor lavorò anche con un altro grande nome dell’architettura britannica del ‘600/700, John Vanbrugh.
Proprio per via della grande fama dei suoi due maestri, Hawksmoor è rimasto per secoli una figura secondaria, poco studiata e mai abbastanza celebrata, nonostante oggi sia riconosciuto come uno dei più grandi esponenti del cosiddetto Barocco inglese, ispirato al neo-classicismo romano, al gotico medievale e all’opera del veneto Andrea Palladio. Al contrario di molti suoi colleghi, tuttavia, il nativo del Nottinghamshire non ebbe mai occasione di intraprendere il classico “Grand Tour” e di vedere dal vivo l’architettura italiana, che studiò invece unicamente sui libri.

Christ Church, Spitalfields, 1714-29
(foto: Nigel Green; copyright e courtesy: Blue Crow Media)

Per rispolverare e dare la giusta evidenza alla carriera e alle tante realizzazioni di Hawksmoor, la piccola casa editrice britannica Blue Crow Media — specializzata in mappe monotematiche di alcune tra le principali città del mondo (di recente abbiamo parlato della sua Mappa di Venezia Moderna) — ha dato alle stampe la Nicholas Hawksmoor London Map, che guida attraverso un itinerario tra i più interessanti edifici progettati dall’architetto nella capitale britannica (o a lui attribuiti dopo lunghe ricerche).

Curata dallo scrittore e curatore d’architettura Owen Hopkins, la mappa si sviluppa in oltre 30 tappe, accompagnate dagli scatti realizzati ad hoc dal fotografo Nigel Green.
«Il lavoro di Nicholas Hawksmoor ha plasmato l’immaginario di Londra forse più di quello di qualsiasi altro architetto nella storia della città. Meglio conosciuto per le sue sei chiese londinesi, Hawksmoor è stato anche una figura chiave nell’ufficio di Christopher Wren e probabilmente ha svolto un ruolo importante nella progettazione delle guglie di diverse chiese della città, che questa mappa include per la prima volta tra i suoi lavori saldamente attribuiti. Pochi architetti sono avvolti in tanto intrigo e mistero come Hawksmoor, e spero che questa mappa riaffermi la sua reputazione, non come un fantastico occultista, ma come l’architetto di alcuni degli edifici più sorprendenti e potenti di Londra» scrive Hopkins.

Composta dalla mappa vera e propria, sul fronte, e dalle schede con le foto dei luoghi, sul retro, la Nicholas Hawksmoor London Map si acquista online.

“Nicholas Hawksmoor London Map”, Blue Crow Media, 2021
(copyright e courtesy: Blue Crow Media)
“Nicholas Hawksmoor London Map”, Blue Crow Media, 2021
(copyright e courtesy: Blue Crow Media)
“Nicholas Hawksmoor London Map”, Blue Crow Media, 2021
(copyright e courtesy: Blue Crow Media)
St Vedast Foster Lane, 1709–12
(foto: Nigel Green; copyright e courtesy: Blue Crow Media)
St Alfege, Greenwich, 1711–14
(foto: Nigel Green; copyright e courtesy: Blue Crow Media)
West end towers, Westminster Abbey, 1722–45
(foto: Nigel Green; copyright e courtesy: Blue Crow Media)
St Dunstan-in-the-East, 1695–1701
(foto: Nigel Green; copyright e courtesy: Blue Crow Media)
St Mary Woolnoth, 1716–27
(foto: Nigel Green; copyright e courtesy: Blue Crow Media)
St Anne, Limehouse, 1712–30
(foto: Nigel Green; copyright e courtesy: Blue Crow Media)
St George-in-the-East, 1714–29
(foto: Nigel Green; copyright e courtesy: Blue Crow Media)
St George, Bloomsbury, 1716–31
(foto: Nigel Green; copyright e courtesy: Blue Crow Media)
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