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Sara Ciprandi e le copertine per Italia Publishers

Negli ultimi anni le tecnologie di stampa sono arrivate a offrire possibilità finora inimmaginabili. Tra queste c’è la capacità di “contaminare” le grandi tirature con ciò che finora era appannaggio solo dei processi tipografici a capacità ridotta, cioè caratteristiche come la casualità e l’unicità.
Oggi si può pensare, ad esempio, di pubblicare un libro o un magazine in migliaia di copie con copertine tutte differenti le une dalle altre (qui su Frizzifrizzi l’abbiamo già visto fare, ad esempio, per l’agenda Fedrigoni 265 o per la rivista Novum — in quest’ultimo caso, tuttavia, si trattava di un intervento analogico sul processo di stampa industriale), ed è proprio su questo aspetto che da qualche tempo stanno sperimentando l’illustratrice e visual designer milanese Sara Ciprandi e la rivista Italia Publishers, magazine professionale dedicato al mondo della stampa e del packaging.

Laureatasi presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, Ciprandi lavora con realtà editoriali e aziende sia a livello nazionale che internazionale, e dal 2018 collabora con Italia Publishers, realizzando splendide copertine illustrate che, a partire dall’anno scorso, hanno iniziato a giocare con la cosiddetta variabilizzazione, applicata finora a diverse uscite.

Il primo esempio è relativo al terzo numero del 2020, per il quale Ciprandi ha disegnato un panorama infinito che rappresenta alcuni dei principali habitat naturali del nostro pianeta.

Così l’artista ha scritto sul suo account Instagram:

Un grande ed unico disegno, ricco di dettagli, composto da elementi che avessero un legame tra loro e che creassero una certa continuità. Ho scelto di raffigurare la natura, cercando di cogliere la bellezza e le particolarità delle principali zone climatiche. L’illustrazione è stata poi adattata in tre differenti tonalità di colore.

Frammenti di tale panorama, con le loro differenti palette, sono poi stati stampati in maniera casuale sulle copertine delle 4.500 copie del magazine, ciascuna diversa dall’altra.
L’intero lavoro è stato realizzato con la macchina da stampa HP Indigo 100K dall’azienda italiana PressUp.

Di seguito alcune immagini del lavoro.

Per il settimo numero del 2020 il procedimento è stato più o meno il medesimo. Ciprandi ha rappresentato il cielo stellato e le diversi parti dell’illustrazione originale sono finite, sempre in maniera random, su 4.600 copertine differenti, in quell’occasione stampate dalla società tedesca Onlineprinters.

Col primo numero del 2021 di Italia Publishers, però, la sperimentazione ha intrapreso un altro percorso, in questo caso ancora più complesso e affascinante, nonché capace di mettere a soqquadro anche le abitudini e il metodo di lavoro di una professionista come Sara Ciprandi.

Utilizzando la macchina da stampa HP Indigo 35K e il software HP SmartStream Designer, le copertine sono infatti frutto non solo dell’ingegno umano ma anche dell’intelligenza artificiale, autrice della composizione finale di ciascuna copertina, realizzata utilizzando gli elementi disegnati dall’artista in maniera casuale, ruotandoli, scalandoli, utilizzando differenti palette cromatiche e addirittura elementi invisibili a occhio nudo che però appaiono sotto la luce UV.

Mi è stato chiesto di illustrare la raffinatezza che caratterizza i packaging del settore dolciario. Per la composizione mi sono lasciata ispirare dalle illustrazioni degli anni ’20, art déco, dove protagonista è la figura femminile.

La donna è rappresentata al centro. Ho poi deciso di circondarla di elementi che rappresentano il mondo dei dolci. Ci sono quindi gli aromi, spesso utilizzati come ingredienti, e poi muffin, macaron, liquirizie, ciambelle, cioccolatini, e una varietà di confezioni lussuose.

Ho quindi creato diversi stili di donna, con differenti fisionomie, e outfit che riprendono diverse epoche. Attorno ho creato più elementi possibili, che sono stati poi inseriti, posizionati, ruotati, scalati in modo del tutto casuale dal software.

La sfida è stata quella di impostare un lavoro che avesse delle forme che fossero autonome e sovrapponibili tra loro. Abbiamo scelto una palette colore che potesse permettere una migliore lettura dell’immagine. Ad esempio lo sfondo ha delle cromie più scure, che fanno risaltare gli altri elementi. Mentre per le confezioni in primo piano ho utilizzato colori pastello, più chiari, così che emergessero maggiormente.

Un’altra cosa che ho dovuto progettare è stata l’area in cui inserire i diversi elementi, in modo tale che potessero interagire fra loro. Per esempio i packaging sono nella parte bassa dell’immagine, mentre gli altri elementi ruotano attorno al soggetto principale. Qui è emerso un po’ il mio perfezionismo, che si è dovuto scontrare con un software che invece predilige la casualità.

Era la prima volta che gestivo un progetto simile, e la prima volta che usavo un software che si intromettesse così tanto nel mio lavoro. Ammetto che il mio timore iniziale era che il risultato potesse prendere forme troppo inaspettate o addirittura che si discostasse dal mio modo di riempire gli spazi. In realtà certe scelte sono state prese proprio man mano che il progetto prendeva forma, e questo è stato possibile grazie al confronto costante con Gabriele Lo Surdo (co-founder e COO di Density, la società che pubblica Italia Publishers), che si è occupato di settare il software.

C’è stato un ping-pong di tentativi per arrivare a una soluzione che funzionasse. Quindi ritengo importante che ci sia una collaborazione fra tecnico e creativo, perché lato mio non era possibile prevedere tutti i dettagli, mentre non tutto quello che mi ero immaginata è possibile realizzarlo.

Il fatto di affidare parte della mia illustrazione al caso è stato piuttosto sorprendente, nel senso che alcuni accostamenti che non avrei mai fatto, in realtà mi sono piaciuti, quindi è stato un modo di uscire dalla mia comfort zone, ottenendo risultati interessanti.

Per mostrare le svariate potenzialità di questa stampante, abbiamo anche deciso di utilizzare dei colori particolari, come il fluo e l’inchiostro invisibile, che abbiamo utilizzato per creare sei personaggi misteriosi, anche questi inseriti random dal software, che si rivelano solamente utilizzando la luce UV.

Ma l’attitudine sperimentale non finisce qui.
Anche il prossimo numero, tuttora in stampa, uscirà con delle sorprese. Ciprandi ci ha mostrato un’immagine in anteprima coi bozzetti per la cover del prossimo numero.
Che meraviglia uscirà?

(tutte le immagini, courtesy: Sara Ciprandi)
co-fondatore e direttore
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