#savetheartist: cosa fanno gli artisti in quarantena? Un progetto di Francesco Rucci

C’è Selena, che in questi giorni sarebbe dovuta essere in mezzo al Mediterraneo a lavorare su un progetto dedicato — ironia della sorte — all’isolamento.
C’è Dominga, che fuori casa sta documentando l’instancabile lavoro della Croce Rossa mentre gli scatti che realizza quando è in casa parlano di intimità e di rapporto con gli spazi interni.
C’è Luana, che sta approfittando della quarantena per lavorare sul suo archivio.
C’è Roberto, che tra una lezione in streaming e una riunione in videochat si dà alla pasta fresca.
E poi ci sono Teodora e Cristina, Martina e Giorgio, Julia e Tono: sono perlopiù fotografi, ma anche designer, art director, artisti visivi, photoeditor, musicisti, videomaker, attori, scrittori, curatori, illustratori… Tutti quanti hanno dovuto cancellare lavori, riorganizzare impegni, reinventare progetti, rimodulare abitudini, approfittando degli spazi fisici (che si sono ristretti) e di quelli temporali (che, perlomeno in parte, si sono dilatati) per fare, riflettere, sperimentare, tenersi in allenamento, creare qualcosa di nuovo.

Ciascuno di loro, dalla propria casa, è diventato protagonista di #savetheartist, un lavoro che il fotografo documentario Francesco Rucci sta portando avanti sul suo profilo Instagram in questo periodo di emergenza-virus.

Membro dell’agenzia Luz, Rucci solitamente focalizza la sua attenzione sulle persone e sulla collettività.
«Già dai primi giorni di quarantena, ho provato a capire come poter raccontare questo momento così particolare rimanendo a casa», mi ha spiegato. «Nella prima settimana, attraverso i social, ho notato un gran numero di persone che in qualche modo creavano la loro piccola “resistenza” ognuno a proprio modo e dalla propria casa, ma tutti con estrema vicinanza e solidarietà. Due sostantivi che finalmente si contrapponevano alle tante immagini e parole che paragonavano questo momento a una guerra».

Da qui l’idea di focalizzare l’attenzione su chi lavora nell’industria creativa e chi si occupa d’arte, indagando — come stiamo facendo noi attraverso le interviste de L’arte di starsene a casa — strategie, pensieri, iniziative.
«Ho iniziato a contattare amici e conoscenti che lavorano in ambito artistico, chiedendo loro di inviare una foto fatta da casa e un racconto su come ogni giorno creano la loro resistenza», dice Rucci. «Il mio profilo Instagram è diventato quindi una sorta di diario che raccoglie piccoli vissuti, un modo per considerare questa resistenza silenziosa e statica come un punto di ripartenza».

#savetheartist è dunque un diario composto a sua volte di tante pagine tratte dai diari altrui. Uno sguardo di insieme su quello che sembra una sorta di condominio (la struttura di Instagram si presta a questa interpretazione) in cui ci si può affacciare — finestra dopo finestra — sulle vite degli altri: tutte differenti, tutte accomunate dalla necessità di non perdere la bussola e utilizzare il momento presente in qualche maniera.

https://www.instagram.com/p/B-_jL20omF-/
https://www.instagram.com/p/B-gsiptIsId/
https://www.instagram.com/p/B-P4rBCo8yE/
https://www.instagram.com/p/B-T0Wpio84m/
https://www.instagram.com/p/B-RTz1jIfLX/
https://www.instagram.com/p/B-CSOMjI7ck/
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