Alcuni esempi di libri-gioco (fonte: libri-gioco.it)

I libri-gioco si fanno con le macchine: due borse di studio per la produzione dei libri-gioco

Comunemente si ritiene che la carta sia stata inventata in Cina. Ci sono anche un anno — 105 d.C. — e un nome — Ts’ai Lun, un eunuco che fu anche un alto funzionario della dinastia Han.
E da questo cruciale personaggio, uscito fuori dal grigio (ma in realtà coloratissimo) confine tra realtà e leggenda, prende il nome un’associazione — Ts’ai Lun 105, appunto — fondata a Milano, nel 2017, da Loredana Farina.

Con alle spalle una lunga esperienza nell’editoria — prima alla AMZ di Mario Abriani e poi come co-fondatrice della casa editrice La Coccinella, la prima in Italia a proporre libri per l’infanzia “coi buchi” — Farina è sta una pioniera dei libri-gioco. Cosa siano i libri-gioco lo spiega lei stessa:

Progettati per i bambini e per essere fabbricati con le macchine, sono oggetti di confine tra libro e gioco.
Penso che la loro caratteristica sia che il cartone con cui sono fatti non abbia la funzione di semplice supporto su cui stampare parole e immagini, ma sia una struttura a più dimensioni dove la forma stessa comunica messaggi conoscitivi ed emozionali.
La lettura dei libri-gioco è una lettura da fare con tutti i sensi: un racconto da leggere e da esplorare con gli occhi, con le mani e con tutto il corpo.
Penso che i libri-gioco siano insieme contenitore e contenuto.
Penso che libro e gioco siano due parole che stanno bene insieme e che abbiano molte cose da dirsi.

Secondo Farina — alla quale una volta Munari ha detto «Lei comunica con la cartotecnica» — per fare un libro-gioco servono tre competenze: quella di progettista, quella di illustratore, quella di scrittore. «A volte queste competenze sono espresse da persone diverse, a volte no», spiega in Il libro-gioco, un po’ mestiere un po’ passione, una sorta di autobiografia-manifesto-saggio che si può leggere integralmente online.

Spesso, però, gli autori non conoscono le potenzialità della carta, e non conoscono le macchine che, attraverso pieghe e fustelle, possono trasformarla in oggetto narrativo.
«Negli ultimi anni constato con rammarico che, soprattutto in Italia, la ricerca sui libri-gioco e sulle loro possibilità di racconto si è molto appiattita e si preferisce ripetere gli stessi schemi formali e importare dall’estero cose già fatte. Che peccato», ha scritto Farina in un articolo sul blog di Topipittori.

Proprio per questo è nata l’associazione Ts’ai Lun 105, che ogni anno mette a disposizione delle borse di studio rivolte a giovani tra i 22 e i 30 anni, per incentivare la conoscenza delle tecniche di produzione dei libri-gioco attraverso uno stage presso un’azienda cartotecnica e la progettazione di un prototipo di libro-gioco.

Le borse di studio da assegnare per l’edizione 2019 del progetto sono due, di 5000 Euro ciascuna, e prevedono un periodo di due settimane presso la Cartotecnica Montebello S.p.A. di Sarégo (VI).
Tutte le informazioni per partecipare sono qui.
La data di scadenza per la presentazione delle candidature è fissata al 31 maggio 2019.

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