Frizzifrizzi è in vacanza fino a inizio settembre.

È aperta la call per partecipare alla mostra del Cotonfioc Festival

Le crepe sui muri: la casa che crolla.
Le crepe sui muri: qualcosa si è rotto, possiamo passare.
Le crepe sulla pelle: i segni degli anni, morirò.
Le crepe della terra: siccità, migrazioni, le guerre per l’acqua.
Le crepe del ragionamento: entrerò da lì e distruggerò tutto ciò di cui sei fermamente convinto.
Le crepe del tessuto: sentire, con la punta delle dita.
Le crepe della realtà: sbirciare attraverso un squarcio; quei rari momenti in cui, presente a te stesso, vedi le cose per come sono veramente.

La crepa è cedimento: crepare di fatica.
La crepa è morte: crepare, punto.
La crepa è un difetto, e dunque una traccia, un segno del reale. L’artificiale perfezione è senza crepe.
La crepa è una parola che fa rumore. Viene dal rumore. Ciò che crepita, scoppia, si rompe, s’infrange: dove c’è la crepa, ci sarà la rottura.

come su foglio
accartocciato
che si liscia
resta il
segno
crepa
a colarci
l’inchiostro.

(noi ci imbeviamo
d’infiniti spigoli.)
Elisa Biagini, poesia tratta dalla raccolta Da una crepa, Einaudi, 2014

«Se ci sporgiamo e allunghiamo il nostro sguardo in quell’insenatura chiamata popolarmente crepa, ci possiamo rendere conto se al suo interno si celi una risorsa, un dubbio oppure il nulla. Tendenzialmente, una simile frattura potrebbe spaventare se affrontata con una sbirciata disattenta, poiché d’impatto ogni disgregazione porta con sé la paura del crollo delle proprie certezze, o addirittura della rottura», scrivono gli organizzatori di Cotonfioc, festival dedicato all’illustrazione, all’editoria indipendente, all’arte contemporanea e alla musica, ideato e curato da organizzato dall’associazione culturale Gossypium, di base a Genova.

Il 15 e 16 giugno prossimi si terrà la terza edizione, per la seconda volta ospitata presso gli spazi dell’ex Ospedale Psichiatrico, di Genova Quarto dei Mille, luogo dalla lunga storia e a sua volta catalizzatore di altre storie, spesso drammatiche. Storie piene di crepe, appunto, e crepe è anche il tema attorno al quale ruoterà la mostra che verrà allestita durante l’evento. Mostra per la quale è stata lanciata in questi giorni una call rivolta a tutti gli artisti, che dovranno lavorare, a tecnica libera, su una tavola 50x70cm (quindi in verticale).

Le opere selezionate — scelte da una giuria composta dai membri di Gossypium, dalla fondatrice di Diorama editions Zoe De Luca, dal fondatore di Italianism Renato Fontana e dal sottoscritto — faranno parte sia della mostra che del relativo catalogo.
Il termine per l’invio dei lavori è fissato al 6 aprile 2019.
Tutte le informazioni si possono trovare e scaricare qui.

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