Le guide di viaggio solitamente servono a orientarsi in un posto nuovo o che ancora non si conosce bene. È per quel motivo che le acquistiamo: sapere che quartieri visitare, quali monumenti non perdere, in quali musei ripararsi nelle giornate di pioggia, dove andare a mangiare, quali sono i piatti tipici, come funziona la rete di trasporti, come si dice «vorrei un biglietto» o «mi porti il conto, per favore».

Ma, per quanto utile, una guida di viaggio è costruita su concetti come l’efficienza e il dinamismo, sulla promessa/possibilità di vedere il più possibile nel minor tempo possibile, andando all’essenziale e scartando tutto il resto, minimizzando la possibilità di errore, concedendo solo di tanto in tanto quelle bolle di dolce-far-niente che, però, paradossalmente figurano anch’esse tra i “cosa fare”. Lì si va a fare shopping, lì ci sono le gallerie d’arte, di là c’è un posticino perfetto per rilassarsi. Ma l’ozio, se lo riduci all’ennesima voce da spuntare su una lista, perde del tutto di significato.

“Lisboa?”, Les Bas Bleu
(foto: Frizzifrizzi)

Per riportare dentro a una guida l’inaspettato, l’epifania, la rivelazione — ingredienti fondamentali del viaggio che però, purtroppo, vengono il più delle volte relegati ai margini, tra le righe, negli spazi vuoti delle mappe —, bisogna ripensarla completamente, ed è quello che ha fatto Les Bas Bleu con il progetto Citybox, una piccola collana di guide concepite per “disorientarsi”, per perdere la bussola ma ritrovare la meraviglia.

Las Bas Bleu è un’associazione culturale e casa editrice indipendente fondata a Padova da Andrea Meneghetti, Chiara Di Benedetto, Roberto Comunian e Valeria Cappelli, che hanno già dato alle stampe pubblicazioni illustrate ideate per chi ama girare col naso all’insù, invece che tenerlo sopra allo schermo di uno smartphone. Alcune sono già apparse qui su Frizzifrizzi: Le parole del cielo, Padova, seconda stella a destra e Padova a testa in su.

“Lisboa?”, Les Bas Bleu
(foto: Frizzifrizzi)

Le guide di Citybox, con titoli interrogativi come London? e Lisboa?, prendono il “sodo” (quello dove si va stringendo i pugni e affilando le forbici), il pro-attivo, il solerte e l’efficiente e lo buttano nel cestino, preferendo andare “in direzione ostinata e contraria” e occuparsi di tutto il resto: dell’inutile, dell’indefinito, del laterale.

La guida di Lisbona, che sta per essere ripubblicata anche da una casa editrice messicana che si è innamorata dell’atmosfera che si respira nel libro, si apre con un capitolo intitolato se proprio dovete partire, per poi dispensare consigli fondamentali come chiedere indicazioni ai passanti («forse non arriverete alla meta, però avrete vissuto da protagonisti una delle scene più tipiche delle strade portoghesi»), prendere l’elécrico, il tram che «striscia tra le vie, si arrampica con il respiro affannoso in salita, sembra ogni volta che sbatterà su una casa in curva e poi ce la fa, sempre, lasciandoci addosso la felicità del luna park», e suggerire cosa portare in valigia, tipo un apriscatole — ché è sempre il momento buono per mangiar sardine — o una mazza di legno per battere il bacalhau, o ancora un grande amore del passato «per abbandonarvi allo struggente fado».

“Lisboa?”, Les Bas Bleu
(foto: Frizzifrizzi)

Illustrato da André da Loba, Catarina Sobral, Sherley Freudenreich, Mariana Zanetti e dallo stesso Meneghetti di Les Bas Bleu, Lisboa? passa in rassegna luoghi, curiosità, usi e costumi, sapori, suoni, storia ma soprattutto storie. E parole (alla fine del libro c’è un piccolo dizionario di parole inutili — forse non essenziali ma sicuramente suggestive), con le immagini ad aggiungere poesia e profondità ai testi di Chiara Di Benedetto, Roberto Comunian, Valeria Cappelli e Alessandro Lise.

Il formato box, infine, che dà il nome al progetto e viene ripreso anche nel design editoriale, offre una ulteriore, magica impressione: quella di avere tra le mani ben più di un libro, una scatola delle meraviglie che ti fa sentire in viaggio anche se la apri senza muoverti da casa.

“Lisboa?”, Les Bas Bleu
(foto: Frizzifrizzi)

“Lisboa?”, Les Bas Bleu
(foto: Frizzifrizzi)

“Lisboa?”, Les Bas Bleu
(foto: Frizzifrizzi)

“Lisboa?”, Les Bas Bleu
(foto: Frizzifrizzi)

“Lisboa?”, Les Bas Bleu
(foto: Frizzifrizzi)

“Lisboa?”, Les Bas Bleu
(foto: Frizzifrizzi)

“Lisboa?”, Les Bas Bleu
(foto: Frizzifrizzi)

“Lisboa?”, Les Bas Bleu
(foto: Frizzifrizzi)

“Lisboa?”, Les Bas Bleu
(foto: Frizzifrizzi)

“Lisboa?”, Les Bas Bleu
(foto: Frizzifrizzi)

“Lisboa?”, Les Bas Bleu
(foto: Frizzifrizzi)

“Lisboa?”, Les Bas Bleu
(foto: Frizzifrizzi)

Citybox: Lisboa? Una guida per “disorientarsi in città