Un libro di cui parlai un paio di anni fa, intitolato The Politics of Design analizzava il tema di come le scelte grafiche possano essere frutto di una visione politica. Una parte dell’opera era dedicata alle mappe: «perché le mappe sono sempre orientate a nord?», si chiedeva l’autore, Ruben Pater, un designer e ricercatore di Amsterdam. «Perché hanno sempre bisogno di avere un certo continente al centro? Queste sono scelte soggette a pregiudizi culturali», proseguiva.

Come tutti i pregiudizi, raramente ci si rende conto di averli. Ma talvolta una certa rappresentazione della realtà e dei fatti è assolutamente cosciente. E le mappe, in quanto strumenti di informazione, conoscenza e comunicazione, possono diventare il mezzo per fare propaganda, per sminuire un avversario, per affermare una certa idea di politica, società, economia e religione, per scatenare allarmismo, per disinformare e per fare satira, dipingendo il mondo non per com’è veramente ma per come lo si vorrebbe (o non vorrebbe), oppure come si cerca di far credere che sia.

Saul Steinberg, USA, 1976
(fonte: digital.library.cornell.edu)

Un ottimo esempio, questo assolutamente consapevole e (auto)ironico, è una delle più celebri copertine della prestigiosa rivista New Yorker, disegnata dal grande Saul Steinberg nel 1969, che rappresenta il mondo come viene visto — attraverso una lente assolutamente “manhattan-centrica” — dalla 9ª Avenue di New York.

La copertina di Steinberg, insieme a centinaia di altre mappe, fa parte di una collezione molto interessante, messa assieme dalla biblioteca della Cornell University e dedicata alle cosiddette mappe persuasive.
Scorrendo le opere, che vanno dalla fine del ‘400 e arrivano fino a oggi, troviamo pregiudizi, stereotipi, razzismo, populismo, volontà di potenza.

Heinrich Bünting, Germania, 1581
(fonte: digital.library.cornell.edu)

La collezione presenta mappe più “sfacciate” e altre più sottili (questione di posizionamento o dimensioni di un paese, di scelta dei colori, di centralità nella rappresentazione di una particolare etnia: di nuovo, la grafica come strumento politico). Sono prese da riviste, giornali, fogli di satira, volantini, libri antichi, pieghevoli delle aziende, persino enciclopedie per bambini.

Per ciascuna, oltre alle informazioni essenziali, viene spiegato il contesto. Tutte quante si possono anche scaricare in alta risoluzione, gratuitamente.

E.B. & E.C. Kellogg, USA, 1847
(fonte: digital.library.cornell.edu)

Charles C. Savage, USA, 1854
(fonte: digital.library.cornell.edu)

Walter Crane, UK, 1886
(fonte: digital.library.cornell.edu)

William Thomas Stead, USA, 1894
(fonte: digital.library.cornell.edu)

Bernhard Gillam, USA, 1895
(fonte: digital.library.cornell.edu)

Victor Gillam, USA, 1899
(fonte: digital.library.cornell.edu)

John Bartholomew, UK, 1904
(fonte: digital.library.cornell.edu)

Kisaburō Ohara, Giappone, 1904
(fonte: digital.library.cornell.edu)

Henry “Hy” Mayer, USA, 1905
(fonte: digital.library.cornell.edu)

William Bellinger Northrop, UK, 1909
(fonte: digital.library.cornell.edu)

Arthur Mee, UK, 1910
(fonte: digital.library.cornell.edu)

Stanford’s Geographical Establishment, UK, 1917
(fonte: digital.library.cornell.edu)

Henrique Galvão, Portogallo, 1934
(fonte: digital.library.cornell.edu)

Daniel K. Wallingford, USA, 1936
(fonte: digital.library.cornell.edu)

William Henry Cotton, USA, 1938
(fonte: digital.library.cornell.edu)

Erik Nitsche, USA, 1939
(fonte: digital.library.cornell.edu)

autore sconosciuto, USA, 1962
(fonte: digital.library.cornell.edu)

autore sconosciuto, Italia, 1968
(fonte: digital.library.cornell.edu)

autore sconosciuto, Israele, 1969
(fonte: digital.library.cornell.edu)

Tesori d’archivio: la collezione di mappe “persuasive” della Cornell University