Nell’ottobre del 1977 uscì il primo numero di quella che attualmente è la più longeva rivista musicale italiana.
Costava 700 Lire, aveva in copertina Neil Young, e — in caratteri un po’ stile western e un po’ stile poster psichedelico anni ’60 (opera di Valerio Marini) — sulla testata c’era scritto Il Mucchio Selvaggio. Sottotitolo: the rock magazine.
Il nome era ispirato all’omonimo film di Sam Peckinpah, capolavoro del’69, ma molte edicole, gestite evidentemente da persone che di musica e di cinema ne sapevano poco, la infilarono tra le riviste porno1.

A quarant’anni da quel primo numero, dopo una lunga storia fatta di glorie e di crisi, di storiche copertine e scismi interni alla redazione, di grandi firme del giornalismo musicale (e non solo) e di polemiche, di restyling, cambi di periodicità (da mensile a settimanale e poi di nuovo mensile) e aggiustamenti nel nome — Il Mucchio Selvaggio, Mucchio Selvaggio, Il Mucchio, Mucchio —, domani il magazine uscirà nelle edicole (ma non tra i porno) con una nuova grafica e un nuovo nome, Il Mucchio Selvaggio Magazine.

Il Mucchio Selvaggio Magazine n.759, ottobre 2017
(courtesy: Francesca Pignataro / Il Mucchio Selvaggio Magazine)

Artefice di questo redesign è la graphic designer Francesca Pignataro, art director della rivista dal 2011 e già autrice di diverse trasformazioni all’impianto grafico del Mucchio, nonché di una delle più belle copertine del 2017.

Classe 1983, in quell’ottobre del ’77 in cui tutto cominciò Francesca non era ancora nata. Ma i primissimi numeri del magazine sono stati una delle principali fonti d’ispirazione per la riprogettazione. È pensando alle pagine scarne e in bianco e nero delle prime uscite che Pignataro ha lavorato attorno al concetto di essenzialità. Una scelta grafica che è però la rappresentazione estetica di un’idea più profonda.

«Siamo partiti per ripensare Il Mucchio Selvaggio ad un passo dal 2020, ostinati nel credere che ci sia ancora bisogno di una critica musicale in grado di smuovere le menti e dare punti di riferimento. Come? Prendendo posizione. Questo sistema, in cui tutto e niente conta, non ci piace, così abbiamo deciso di selezionare quanto più possibile, togliere gli orpelli, affinché quel che vale non vada perduto. Una scelta politica ed etica. Non saremo noi a cambiare lo stato ipercinetico delle cose, ma, sulle nostre pagine, riscriviamo le regole. Ripartiamo dall’essenziale», scrivono nell’editoriale che apre il nuovo numero.

Il Mucchio Selvaggio Magazine n.759, ottobre 2017
(courtesy: Francesca Pignataro / Il Mucchio Selvaggio Magazine)

Tra le tante novità, la più evidente è la testata, che torna alle orgini recuperando il “Selvaggio” e il sottotitolo, del quale però è rimasto sono “Magazine”, perché ormai da anni il Mucchio non è più una rivista soltanto di rock — e in effetti non è più neppure una rivista unicamente musicale (volendo appiccicare un’etichetta, quella di “rivista di cultura alternativa” è forse la più adatta.

Il nuovo carattere tipografico è opera di Marco Goran Romano e Valentina Casali di Sunday Büro e, come spiega Francesca Pignataro, «riconosce l’autorevolezza della più longeva rivista musicale italiana e, senza cadere in malinconici richiami vintage, la attualizza e ne sottolinea la natura di magazine di riferimento, piacevole e fresco nei contenuti».

A Sunday Büro è stato commissionato anche il font pensato per i titoli delle rubriche e per alcuni elementi visivi della comunicazione. Battezzato THNDR BOLT, ha come base forme geometriche regolari come l’ottagono e l’esagono. Come racconta Valentina Casali, «si ispira alla tipografia che ha costituito l’immaginario musicale indipendente degli anni ’70/’80, dai nomi dei singoli gruppi ai lettering presenti nelle fanzine».

Il Mucchio Selvaggio Magazine n.759, ottobre 2017
(courtesy: Francesca Pignataro / Il Mucchio Selvaggio Magazine)

Per praticare quell’essenzialità che sarà la cifra stilistica del nuovo corso del Mucchio, Pignataro ha scelto di utilizzare solo due caratteri tipografici per i contenuti: il già citato THNDR BOLT e il più “tranquillo” Atlas, declinato nelle due versioni Grotesk e Typewriter, la prima utilizzata per il magazine e la seconda per Mono, un supplemento che da gennaio arriverà soltanto agli abbonati ma che nella nuova uscità sarà allegato come “numero zero”.

E qui arriva anche la seconda, grossa fonte d’ispirazione per la nuova veste grafica, cioè un oggetto che fino agli anni ’70 stava nelle case di ogni ascoltatore di musica: il disco in vinile, che è servito da base di partenza sia a livello grafico che nella riorganizzazione dei contenuti.

Le aree in cui è suddivisa la rivista sono infatti tre, e prendono il nome da altrettanti elementi di un disco: Sleeve, per le rubriche di apertura e chiusura; Side A, per le interviste e gli approfondimenti; Side B, per le recensioni di musica, cinema e tv, e libri e fumetti.

Il Mucchio Selvaggio Magazine n.759, ottobre 2017
(courtesy: Francesca Pignataro / Il Mucchio Selvaggio Magazine)

Ad illustrare i lati A e B, come nei dischi, ci sarà in ogni numero un artista diverso, che si ispirerà ai propri personalissimi gusti musicale per realizzare due ideali copertine di un vinile.
Primo ospite è Alberto Fiocco.

Il vinile torna anche nelle griglie grafiche.
«L’ho sintetizzato in una forma geometrica, ovvero il quadrato», spiega l’art director. «Siamo partiti da questo per riprogettare la griglia dell’intero magazine. Il processo di sottrazione degli elementi visivi è andato di pari passo con lo sviluppo dei contenuti, permettendo di realizzare pagine “ariose” che, attraverso un bilanciamento dei pieni e dei vuoti, ha ridato importanza ai testi».

Con in copertina l’affascinante St. Vincent, il nuovo numero del nuovo Mucchio Selvaggio Magazine esce domani.

Il Mucchio Selvaggio Magazine n.759, ottobre 2017
(courtesy: Francesca Pignataro / Il Mucchio Selvaggio Magazine)

Il Mucchio Selvaggio Magazine n.759, ottobre 2017
(courtesy: Francesca Pignataro / Il Mucchio Selvaggio Magazine)

Il Mucchio Selvaggio Magazine n.759, ottobre 2017
(courtesy: Francesca Pignataro / Il Mucchio Selvaggio Magazine)

Il Mucchio Selvaggio Magazine n.759, ottobre 2017
(courtesy: Francesca Pignataro / Il Mucchio Selvaggio Magazine)

Il Mucchio Selvaggio Magazine n.759, ottobre 2017
(courtesy: Francesca Pignataro / Il Mucchio Selvaggio Magazine)