Save the date | Metodo Simoncini

Francesco Simoncini (Bologna, 1912 – 1975) è stato un imprenditore italiano.
Comincia e finisce qui l’unica pagina Wikipedia in italiano dedicata a una figura rilevante per tutta la tipografia mondiale.
Per trovare una voce un po’ meno “minimal” bisogna andare nell’edizione inglese, l’unica, tra le quasi 300 lingue della celebre enciclopedia online, a dedicare una pagina alla Simoncini, fonderia tipografica e società per azioni fondata dall’imprenditore bolognese nel 1953.

Ma per capire l’importanza di Francesco Simoncini (e restare sconcertati di fronte al quasi totale disinteresse nei suoi confronti: Treccani, ad esempio, ha una piccola biografia di poche righe) bisogna fare innanzitutto un passo indietro, per poi girarsi, ricominciare a passeggiare in avanti e arrivare fino ad oggi.

(fonte: linotipia.it)

Siamo nel 1931, a Bologna. L’anno IX, per il calendario fascista. Vincenzo Simoncini, padre di Francesco, fonda un’azienda di ricambi per Linotype, la macchina tipografica inventata negli Stati Uniti a fine ‘800 che rivoluzionò e velocizzò il processo di stampa (a chi volesse approfondire consiglio questo lungo ma interessante documentario sulla fine dell’era-Linotype, girato nel ’78 presso la sede del New York Times).

Pian piano l’attività di Simoncini inizia ad ingrandirsi e presto cominciano a lavorare con lui anche i figli: Cesarina, Gian Attilio e, appunto, Francesco.
Durante la guerra, come molte altre imprese italiane, la Simoncini rallenta l’attività. Francesco viene chiamato sotto le armi, e nel ’44 la fabbrica viene bombardata.
Alla fine del conflitto, dopo un paio di spostamenti per rimettere in sesto l’azienda, Francesco Simoncini, che aveva alle spalle una formazione da ingegnere e aveva lavorato alla Ducati, diventa socio del padre e decide di puntare non più solo sui ricambi ma anche e soprattutto sulla produzione di matrici per Linotype.

Francesco Simoncini
(fonte: Griffo, la grande festa delle lettere)

Negli anni ’50, mentre in Italia la Ricostruzione si trasforma in Boom Economico, la Simoncini si ingrandisce e diventa una società per azioni — la Officine Simoncini S.p.a. — con clienti in tutto il mondo. L’azienda passa in mano a Francesco Simoncini che, oltre a circondarsi di progettisti, è egli stesso designer, realizzando caratteri tipografici utilizzati ancora oggi, tra cui l’Aster, pensato per i quotidiani, il Delia (per gli elenchi telefonici e le pubblicità scritte in piccolo) e il Simoncini Garamond, quest’ultimo realizzato appositamente per Einaudi, che lo utilizza ancora oggi, insieme a molti altri editori.

Dopo aver scritto il suo nome nella storia della tipografia e aver innovato il metodo di produzione delle matrici, Francesco Simoncini muore nel 1975. L’azienda (che acquisisce anche la Adler Traldi di Roma, prima fabbrica italiana di matrici) tuttavia va avanti fino al 1998, e l’archivio dei disegni originali dei caratteri viene acquisito dal Museo del Patrimonio Industriale di Bologna.

Un disegno esecutivo del Garamond Simoncini, dall’archivio del Museo del Patrimonio Industriale di Bologna
(fonte: Griffo, la grande festa delle lettere)

Lo stesso museo, dal 23 settembre prossimo fino al 12 novembre 2017, ospiterà la mostra Metodo Simoncini, dedicata alla riscoperta della figura di Francesco Simoncini e organizzata da Griffo, la grande festa delle lettere, progetto multidisciplinare per la divulgazione e la celebrazione della storia e dell’attività del bolognese Francesco Griffo, figura chiave nel mondo delle arti tipografiche.

A curare l’esposizione sono Elisa Rebellato e Antonio Cavedoni.
Curatrice e bibliotecaria, Rebellato è anche autrice di un articolo particolarmente interessante (che ho “saccheggiato” per scrivere il mio) sulla storia del Simoncini Garamond, mentre Cavedoni è curatore, studioso di storia della tipografia, progettista di caratteri (ha lavorato per sette anni nel “team tipografico” di Apple), nonché autore di una tesi sulle Officine Simoncini.

Il reparto disegno caratteri delle Officine Simoncini
(fonte: Griffo, la grande festa delle lettere)

Tra materiale multimediale, disegni, foto, filmati e strumenti originali d’epoca, l’esposizione mostra l’ideazione e la realizzazione di matrici per Linotype e soprattutto illumina una figura, quella di Simoncini designer e imprenditore, che merita di essere approfondita.

Esposizione e catalogo (pubblicato da Ronzani editore) sono bilingue italiano/inglese ed entrambi a cura di Griffo, mentre il progetto è opera dello studio Dina&Solomon.

Metodo Simoncini
Ricerca di un’estetica dell’insieme

QUANDO: 23 settembre — 12 novembre 2017
OPENING: 22 settembre | 17,30 (su invito)
DOVE: Museo del Patrimonio Industriale | via della Beverara 123, Bologna
INFO: facebook | Griffo

Materiali per la produzione di un carattere tipografico con Linotype
(foto: Gianni Mazzotta; fonte: Griffo, la grande festa delle lettere)