Una piccola parte dei loghi italiani

Logobook: catalogare tutti i loghi del mondo (o quasi)

Logobook è la dimostrazione di come un medium come il web sia superiore — e di molto — rispetto alla carta quando si tratta di catalogare elementi (in questo caso i loghi) che col tempo vanno a moltiplicarsi e che per loro stessa natura sono soggetti a un continuo aggiornamento.

Certo, di libri che raccolgono loghi ce ne sono di bellissimi — tra gli ultimi di cui abbiamo parlato: Logo Modernism e l’hipsterico Modern Heraldry — e l’esperienza tattile e visiva di sfogliare pagine su pagine di simboli e caratteri tipografici spesso realizzati ad hoc lo schermo non riesce proprio a replicarla.

Ogni raccolta in formato libro, però, è una sorta di fermo immagine: il tempo si congela lì, non va oltre la quarta di copertina. Una piattaforma come Logobook invece, seppur ancora lungi dall’essere completa, permette sia di restare al passo coi tempi, sia di andare retroattivamente a colmare tutte le lacune del passato. Su web la quarta di copertina non esiste, l’indice è un’entità viva e tutto è potenzialmente connesso con tutto, con la possibilità di raggruppare gli elementi in base a tassonomie sempre nuove.

Una piccola parte dei loghi italiani

Con oltre 5000 esemplari finora inseriti in un database in continuo aggiornamento (chiunque può inviare quello progettato dal proprio studio o quello della propria azienda), Logobook permette infatti di andare a spulciare l’enorme catalogo in base a molteplici categorie: dalle caratteristiche formali (3D, triangoli, cubi, loop…) a quelle “naturali” (uccelli, insetti, volti, occhi, frutta, alberi, fiori); dal tipo di oggetto rappresentato (libri, cuori, fiocchi, elementi architettonici) al settore dell’azienda o del brand (bancario, alimentare, tessile e abbigliamento, design, editoria).

Una directory permette inoltre di andare a filtrare ancora di più i risultati, elencando i nomi dei designer, quelli degli studi creativi, la provenienza geografica (qua ci sono ad esempio i loghi italiani), e un’ulteriore e più specifica descrizione settoriale.

Per ciascun logo, infine, c’è una piccola scheda arricchita da una lista (utilissima) di loghi simili.

I loghi raggruppati in base alle caratteristiche estetiche, in questo caso quelli “con le linee”
I loghi “con gli occhi”

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