(fonte: Flowing Data)

Cosa significa essere genitori, spiegato da una serie di grafici

La pazienza che decresce in una curva costante a partire da quando, al mattino, il “serbatoio” di sopportazione è ancora pieno.
I propri bisogni, che diventano un puntino sempre più piccolo, circondato da quelli — predominanti — dei figli.

L’incredibile (per lo meno finché si è single) incapacità di resistere alle “sirene” dell’emozione quando in uno spot pubblicitario (anche banale) appaiono bimbi, e l’altrettanto potente resistenza ad ascoltare consigli sulla genitorialità dispensati da parte di chi, invece, pargoli non ne ha.

E poi il sonno: un miraggio, una chimera, una fata morgana per chi ha pupi da allattare, da consolare dopo l’ennesimo episodio di pavor nocturnus e, anni dopo, da portare a scuola.

Se le erculee fatiche di madri e padri le abbiamo già parzialmente raccontare grazie a due filmati — Working Mom e Papa — in questo caso ci affidiamo ai grafici realizzati da un vero esperto di visualizzazione dei dati, Nathan Yau, fondatore di uno splendido sito come Flowing Data e — evidentemente — padre felice quanto rassegnato.

Yau ha infatti cercato di raccontare l’essere genitori attraverso semplici quanto efficaci schemi, che mostriamo qua di seguito.

(fonte: Flowing Data)
(fonte: Flowing Data)
(fonte: Flowing Data)
(fonte: Flowing Data)
(fonte: Flowing Data)
(fonte: Flowing Data)
(fonte: Flowing Data)
(fonte: Flowing Data)
(fonte: Flowing Data)
(fonte: Flowing Data)
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(fonte: Flowing Data)
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(fonte: Flowing Data)
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