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Save the date | Immagini d’Io

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Fondata quasi un anno e mezzo fa da tre grandi maestri del design italiano—Alessandro Guerriero, Alessandro Mendini e Riccardo Dalisi—TAM TAM è un unicum nel panorama didattico italiano, innanzitutto perché non si tratta di una scuola bensì di una non-scuola, in quanto manca di alcune tra le caratteristiche principali che fanno tale una scuola: un tetto sotto al quale fare lezione, un programma di corsi, dei temi ben definiti da trattare.

TAM TAM però ha tante caratteristiche che la spingono ben oltre l’essere una semplice scuola.
Innanzitutto è gratis. Gli insegnanti—che si chiamano Maestri—collaborano su base volontaria e gli alunni devono solo fare una tessera dell’associazione culturale che gestisce l’istituto, giusto per coprire le spese vive. Nessuno viene scelto in base al CV ma al talento che i Maestri vedono in loro. E gli studenti, in cambio dei corsi gratuiti, possono offrirsi come volontari nelle Onlus che collaborano con l’associazione.

artista: 2501 | photo: Federico Villa
artista: 2501 | photo: Federico Villa

TAM TAM poi è senza fissa dimora. La NABA di Milano ospita la sede ma i corsi si muovono là dove c’è tempo e c’è spazio. E l’argomento dei corsi è a totale discrezione dei Maestri (hanno partecipato grandi nomi del design e dell’architettura ma anche mostri sacri dell’arte contemporanea come Maurizio Cattelan e Massimo Giacon nonché giovani talenti come Thomas Raimondi), che decidono anche il tempo necessario per sviluppare il tema, in un sistema che ricorda più l’antico rapporto Maestro/Discepolo tanto diffuso nell’antichità che al burocratizzato ordine attuale.

Conoscenza “esoterica” (per pochi), dunque, contrapposta a quella “essoterica” (per tutti): basta dare uno sguardo agli argomenti dei corsi—semionautica (il viaggiare tra i segni), uomini contro robot, metafisica degli oggetti, design che nasce dalla paura, workshop ribaltati in cui sono gli studenti che insegnano—per non aver dubbi a riguardo: quella fondata da Guerriero, Mendini e Dalisi è una (non)scuola “oltre”.

artista: Matteo Cibic | photo: Federico Villa
artista: Matteo Cibic | photo: Federico Villa

Per autofinanziarsi ma anche per pubblicizzarsi e promuovere al contempo il suo atipico modello d’insegnamento, l’associazione TAM TAM e i suoi fondatori hanno pensato a un’asta, prevista per domani presso la Triennale di Milano.
In vendita 50 vasi realizzati da Mendini (che ha ribattezzato il vaso Immagini d’Io) e personalizzati da altrettanti artisti/designer/architetti: 2501, Antonio Barletta, Donatella Baruzzi, Marco Belfiore, Markus Benesch, Stefano Boeri, Clara Bonfiglio, Sergio Cascavilla, David Casini, El Gato Chimney, Matteo Cibic, Matali Crasset, Andrea Costa, Caterina Crepax, Riccardo Dalisi, Giovanni De Francesco, Paolo Dell’Elce, Johnny Dell’Orto, Giovanni Delvecchio, Giuseppe di Somma, Diego Dutto, Jacopo Etro, Marco Ferreri, Elio Fiorucci, FormaFantasma, Uncut M.Ghidini e S.Cossettini, Massimo Giacon, Nuala Goodman, Paolo Gonzato, Gaetano Grillo, Martí Guixé, Matteo Guarnaccia, JoeVelluto, Aldo Lanzini, Claudio La Viola, Goran Lelas, Lucia Leuci, Corrado Levi, Marcello Maloberti, Francesco Mancini, Stefano Mandracchia, Giuseppe Maraniello, Massimo Mariani, Alessandro Mendini, Samuele Menin, Yari Miele, Cinzia Munari, Lorenzo Palmeri, Marta Pierobon, Lorella Pozzi, Franz Preis, Karim Rashid, Prospero Rasulo, Clara Rota, Cristina Ruffoni, Mila Schön, Cristina Senatore, Gregorio Spini, Paolo Ulian, Joe Velluto, Gianni Veneziano, Nika Zupanc e Maurizio Zorat.

Per partecipare basta scaricare l’immagine in alto, stamparla e presentarla all’ingresso.

QUANDO: 17 dicembre 2013 | 19,00
DOVE: Triennale di Milano | via Alemagna 6, Milano | mappa | facebook

artista: Andrea Costa | photo: Federico Villa
artista: Andrea Costa | photo: Federico Villa
artista: El Gato Chimney | photo: Federico Villa
artista: El Gato Chimney | photo: Federico Villa
artista: Clara Bonfiglio | photo: Federico Villa
artista: Clara Bonfiglio | photo: Federico Villa

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artista: Caterina Crepax | photo: Federico Villa
artista: Caterina Crepax | photo: Federico Villa
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