7am | Davide Lantermoz

7 opere e 7 domande, alle 7 di mattina, a fotografi che si svegliano presto o non sono ancora andati a dormire.
Oggi è la volta di Davide Lantermoz.

Ciao Davide, quanti anni hai e di dove sei? Da quanto scatti foto?
Ciao Ethel, ho 33 anni e al momento mi divido tra Milano e la Valle d’Aosta, scatto credo oramai da quasi otto anni.

La tua attrezzatura?
Credo che il mio inconscio giochi un ruolo di primo piano nella costruzione delle immagini, un’entità che va nutrita ogni giorno con stimoli intelletuali e immaginifici. Per non fare troppa filosofia ho alcune macchine fotografiche analogiche, ma ultimamente mi piace scattare in digitale, abbinando corpi macchina di ultima generazione a lenti datate.

Cosa fai quando non fai foto?
Disegno e parlo di cose interessanti con la mia ragazza, mi deprimo perché non scatto foto, mi esalto quando so che scatterò progetti fotografici, cammino per i sentieri di montagna, leggo, vado in snowboard…

Descrivimi la tua stanza.
Ne ho più di una, il mio angolo in Montagna, il mio angolo a Milano e presto un mio angolo a Belluno, tutti rigorosamente in disordine, fogli, colori, zaini neri pieni di materiale fotografico sciarpe e alcuni indumenti residui dal precedente spostamento.

La tua macchina fotografica pesa quanto…
Non dovrei sbagliare dicendo meno di 100Kg.

Se il tuo immaginario fosse un film? O un libro?
Più passa il tempo più mi convinco che la mia mente assembli parti di film, spettacoli, quadri, canzoni, mostre, architetture, libri… ed evolva continuamente un gusto per l’immagine che cerco di far diventare “Altro”.
Per far due nomi e non evadere la domanda direi un libro di Kafka e un film di Lars Von Trier.

Un fotografo/a che mi consigli di tener d’occhio?
Un architetto/fotografo Italiano di nome Carlo Mollino.

co-fondatrice e caporedattrice

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