7 opere e 7 domande, alle 7 di mattina, ad illustratori che si svegliano presto o non sono ancora andati a dormire.
Oggi è la volta di Sara Gavioli (qui il suo blog).

Ciao Sara, di dove sei, quanti anni hai e da quanto fai l’illustratrice?
Ho 28 anni e vivo e lavoro in quel di Carpi. Faccio l’illustratrice da qualche anno, parallelamente sono una bibliotecaria e decoratrice.

Matita o penna grafica?
Per indole direi sicuramente matita. Ma sopratutto oggetti contundenti, quali cutter, sgorbie, e bisturi.
Non ho un bel rapporto con le tecnologie. Non ci piacciamo.

Cosa fai quando non disegni?
Mangio, penso a cosa mangiare. Sfoglio libri, penso a come arredare la casa che non ho, passeggio osservando e immagazzinando tutto quello che vedo, esercito il mio pessimo inglese leggendo libri per bambini, e dormo stretta alla gatta, che non sempre apprezza, ma accetta con rassegnazione.

Cosa c’è sulla tua scrivania?
Liste iniziate (e spesso mai concluse) di cose da fare, molte tazze di tè (spesso concluse), cartoncini colorati, il Mac, pennelli.

Un disegno pesa quanto…
Un pugno nello stomaco, o una risata incontrollata.

Un libro di cui vorresti illustrare la copertina e un film di cui vorresti fare il poster.
Mi piacerebbe illustare una delle avventure della Signora Ramotswe di Alexander McCall Smith e “Il treno” di Simenon.
Per quanto riguarda la locandine di un film, direi “La ragazza delle balene” di Niki Caro e “Lost in translation” di Sofia Coppola.

Un illustratore o un’illustratrice che mi consiglieresti?
C’ è una lista infinita di personcine che stimo molto come illustratori, e prima ancora come persone: Umberto Mischi, Sarah Mazzetti, Giulia Sagramola, Marta Iorio, Francesca Capellini, Aurora Cacciapuoti, sono solo alcuni di queste. Quest’estate inoltre ho scoperto il fantastico lavoro di Nicola Giorgio. Dannatamente giovane e dannatamente bravo. Mannaggia a lui.

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