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Viva Club to Club | reportage #1 | Actress

Ho cambiato casa, ho cambiato forno, ho fatto un trasloco e quindi sono ancora in fase alienazione quando mi dirigo alla Fondazione Arnaldo Pomodoro in Via Solari a Milano.

La prima cosa che faccio una volta dentro è rimanere a bocca aperta. A metà tra l’Hamburger Banhof di Berlino e la Modern Tate di Londra (insomma, a me sono venuti in mente questi), ecco di fronte ai miei occhi uno degli spazi più belli – e inaspettati – di Milano. Sicuramente devo ritornarci di giorno per salire e scendere tutte quelle scale. L’inizio non è niente male. Chissà come si sentirà la musica?

Sì, perché sono qui per assistere a Viva Club to Club, la preview del festival di arti e musiche elettroniche giunto alla sua decima edizione e che si terrà il primo weekend di novembre a Torino e, in contemporanea, ad Instanbul.

Gironzolo randomicamente.
Quando arrivo, il Moritz Von Oswald Trio sta per finire: un live emotivo, anche se beccato per un soffio. In realtà ero molto, ma molto, incuriosita da Actress che, detto in tutta franchezza, non conoscevo.

Già il nome genera ambiguità. Il motivo per cui Darren J. Cunningham abbia scelto un sostantivo femminile vaga ancora per l’etere, ma non mi formalizzo. Scopro però che il suo primo singolo è uscito quest’anno sull’etichetta NonPlus+, di Alex Green and Damon Kirkham che altri non sono se non  Instra:mental i quali, insieme a Darren White, hanno realizzato gli spaziali Autonomic Podcast (che adoro, Layer 8 soprattutto) mica noccioline.

Diciamo che le premesse sono più che ottime.

No?! Bè, io direi proprio di sì. Qualcuno accennava addirittura a ballare.
In realtà per un attimo avevo temuto che non si sarebbe sentito nulla; invece no, direi che è andato tutto liscio.

RA classifica Actress (ma vale ancora la pena fare una distinzione in questi ambiti?) tra dusbstep, hip-hop, techno; ma forse quella che calza meglio qui è “sperimentale”. Non vedo l’ora di sentire Hudson sabato; spero non ci sia da sgomitare con le groupie in prima fila.

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