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0 calory emission

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In un periodo storico in cui, per virtù e necessità, la sostenibilità ambientale diventa sempre di più il minimo comun denominatore nella produzione di prodotti, servizi, idee, anche il tavolo del ristorante – il luogo per eccellenza dove si consuma, e spesso si spreca – può e deve diventare un laboratorio dove sperimentare nuovi approcci verso il cibo e tutto ciò che gira attorno ad esso: dalla filiera di produzione e distribuzione, al mondo di oggetti, strumenti, contenitori nei quali e con i quali i cibi vengono preparati, conservati, serviti.

E quando si scopre che c’è un progetto che unisce risparmio, sostenibilità, originalità ad ottimi ingredienti locali (i cosiddetti menu a chilometro 0), non si può non parlarne, sperando che in tanti, nel settore della ristorazione, possano seguirne l’esempio.

0 calory emission è idea che nasce dalla collaborazione tra il gruppo Ghigos Ideas ed il ristorante Piccolo Lago di Marco Sacco, un due stelle Michelin sul lago di Mergozzo (Vb).
Si tratta di una cena a basso consumo energetico e budget contenuto dove niente viene lasciato al caso e tutto è all’insegna del risparmio: tutto tranne la qualità ed il sapore.

Dopo il salto trovate tutte le portate!

0 Calory Emission

Il menu (lavabile) è stampato sul tovagliolo, per non utilizzare carta e non occupare spazio, e la cena è accompagnata dal lume di candela realizzato con un panetto di burro, che cambia forma con il calore e viene spalmato dai commensali sui pezzetti di pane staccati dal centro tavola interamente commestibile, quindi senza piatti (da lavare ed acqua da sprecare), o sulla selezione di pani e grissini servita al tavolo sullo stesso vassoio di beola (che è una pietra tipica della zona) nel quale viene riscaldato in cucina e che trattiene a lungo il calore.

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L’hamburger-trota, invece, viene preparato con pesce proveniente dal lago sul quale si affaccia il ristorante, ed affumicato secondo una tecnica tradizionale del luogo. Anche il fumo viene conservato e servito a tavola con il piatto.

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L’amatriciana au coque invece viene servita utilizzando il contenitore delle uova al posto del piatto e gli stessi gusci come recipienti per il condimento. Quando arriva in tavola, ciascuno prepara il suo piatto come vuole.

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La fassona nel vaso (la fassona è una vacca tipica piemontese) viene prima conservata, poi cotta ed infine impiattata nello stesso recipiente di pirex. Ogni parte della fassona viene cucinata, riducendo praticamente a zero gli sprechi.

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Il dessert, infine, viene servito su un vassoio luminescente che si carica con le luci della cucina e dove lo chef, dopo aver preparato gustosi dolcetti locali, può scrivere in negativo.

Se, come è successo a me, vi è già venuta l’acquolina in bocca sappiate che la cena 0 calory emission vi aspetta tutte le sere, dal martedì al venerdì, a partire da aprile, presso il Piccolo Lago.
Anche il budget che vi occorre, per fortuna, è limitato!

co-fondatore e direttore
  1. Il posto è bellissimo, si mangia divinamente e il piccolissimo lago dove si affaccia la romantica veranda è veramente per innamorati o per innamorarsi.

  2. Bello il posto, intrigante il menu, suggestiva la filosofia di fondo. Davvero un progetto da far conoscere (io lo farò… nel mio lavoro!).
    Bella segnalazione, avanti così!

  3. Vedo di informarmi e ti faccio sapere, Robert.
    So solo del “budget contenuto”. Immagino non sia un prezzo tipo pizzeria, visto il posto e visto che è un due stelle Michelin, comunque si spera non sia nemmeno troppo proibitivo.

  4. Ciao Simone,

    se ti informi sul prezzo ci faresti una cosa molto gradita, con le mie amiche vorremmo andarci, ma non vorremmo rischiare di essere poi deluse da prezzi altissimi…..

    GRazie e complimenti per il blog….

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