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Le destinazioni sono conversazioni

Evidentemente ispirato al Cluetrain Manifesto (qui in italiano), questo (s)manifesto, con un titolo ancora provvisorio e altrettante tesi in bilico, raccoglie una serie di spunti, stimoli e riflessioni che non sono solo farina del nostro sacco, ma che prendono vita da una serie di input a cui siamo stati felicemente sottoposti nel tempo.

Per questo ci piacerebbe che nel Manifesto ci fosse anche il tuo contributo. Commenta sotto, ci prenderemo la libertà di pubblicare anche la tua tesi se la riterremo utile citandoti, ovviamente, tra gli autori del Manifesto. Le tesi qui esposte non sono definitive.

Nessun travel blogger è stato torturato durante la realizzazione di questo Manifesto, prendiamoci sul serio, con ironia.

Rocco Rossitto & Paola Faravelli

***

1) Le destinazioni sono conversazioni

2) Vuol dire che: le brochure sono zero, una foto su Instagram (o Facebook, o Twitter, o…) vale 1000

3) Il wi-fi è una commodity

4) Dove ha inizio un viaggio?

5) Ascolta quel che dicono sul tuo territorio: Dio o chi per lui ha inventato gli hashtag

6) Se sei un albergatore non raccontare delle tue stanze, racconta dei cortili della tua città

7) Se sei un ristorante non fotografare i tuoi piatti, parlaci dei prodotti che usi nella tua cucina e di chi li produce

8) Se sei un turista (o preferisci darti un tono e farti chiamare viaggiatore): scegli il cosa e scegli il come

9) Il difficile non è fare una bella foto, ma avere un punto di vista

10) Le fotografie non hanno bisogno di Google Translate

11) Se pensi di non avere il tempo per scattare una fotografia forse devi rivedere qualcosa nella tua vita

12) Nessuno cerca immagini perfette, comunque non sottovalutare il potere dei filtri

13) Pensi che la Barbagia sia il centro del mondo? È così. Solo per te.

14) “Evitate la provincia, mirate l’universo”

15) Lasciate che i turisti siano dei sognatori, non dei ragionieri

16) Se pensi che Tripadvisor sia il problema, non stai guardano né il dito e né la luna, stai impersonificando lo stupido

17) Non puoi ignorare ciò che non ti piace, Tripadvisor non è tua suocera

18) Le recensioni on line non sono il problema, ma il granello di sabbia negli ingranaggi

19) La recensione negativa è un’opportunità, il silenzio è peggio

20) Prima di saper leggere le recensioni un turista deve imparare a scriverle

21) Prima di rispondere ad una recensione on line un operatore del settore deve saper viaggiare

22) Hai mai usufruito dei servizi del tuo albergo? Se non vanno bene per te, non andranno bene per noi

23) Ogni tanto fate dormire nelle vostre stanze d’albergo il personale che ci lavora

24) Scatta e posta, solo la tv pensa che sia bello mandare i film di Natale a Pasqua

25) Il senso di frustrazione quando non ti prende il wi-fi, o quando non hai campo e vuoi condividere una foto o vuoi fare un tweet. Se non l’hai mai provato non potrai mai capirlo

26) Più un luogo è raccontato più sarà bello scoprirlo e perdersi dentro (anche nei racconti)

27) “L’unico vero viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi, ma nell’avere nuovi occhi”, uno smartphone e un hashtag

28) Tutti i territori si assomigliano, la differenza è negli occhi di chi guarda

29) Non esiste viaggio senza ritorno, senza racconto

30) Si salvi chi Joyce: il racconto sociale di un viaggio è più un flusso di coscienza, che uno schema di Propp

31) L’unico travel blogger in grado di influenzare è quello con il raffreddore

32) L’influenza non è tutto

33) Sì, esistono altri aggettivi oltre “bello”, “bellissimo”, “stupendo”, “meraviglioso” caro amico travel blogger

34) Sì, le foto al tramonto con il bicchiere di vino bianco in primo piano. Le abbiamo già viste

35) I “blog tour” da soli sono come degli spot alla tv, delle brochure alla fiera del turismo: o si inseriscono in una trama narrativa o lasciano il tempo che trovano

36) Blog tour or not blog tour, quindi? È la domanda che è sbagliata, quindi attenti alla risposta

37) Dietro la super offerta col 70% di sconto ci sono dietro spesso ore di lavoro pagate pochissimo, sicuro che ci stai guadagnando?

38) Crea il canovaccio, lascia raccontare gli altri

39) Viaggiare è un arte, diventiamo artisti

40) Chiedi una informazione su qualcosa che già sai, entra in contatto per il piacere di farlo non per necessità

41) Pianifica molto, improvvisa di più

42) Beati quei musei che non restringono la narrazione

43) Le micro-reti sono tante, milioni di milioni: siate nodi che si annodano e non si isolano

44) Guarda dritto a te, verso quello che non c’è: anche questo è viaggiare, anche questo è raccontare

45) L’economia del dono rende ricchi di felicità: hai mai fatto un regalo ai tuoi ospiti?

46) In cammino verso una “geografia umana” dei luoghi contano le esperienze e le relazioni, attrezziamoci

47) Certo, la tua spiaggia è la più bella del mondo. Lo pensi veramente?

48) Per ogni “questo museo è chiuso nei weekend”, un turista muore

49) Prevedi la possibilità di avere delle informazioni sul tuo ospite: a qualcuno piacerà dormire con un cuscino alto, a qualcuno no. C’è chi non riesce a dormire con la luce, chi ne ha bisogno

50) Lo storyteller sei tu

51) Hai delle storie da raccontare? Sei uno storyteller

52) I social network sono la piazza di paese in cui condividerle

53) Ma se social network = maggiori incassi, significa che devi cambiare consulente

54) Chi rompe paga, e non gli restano manco i web cocci

55) Se l’ospite arriva sul tuo sito deve volerci restare

56) Che la forza [delle OTA] sia con te, quindi impara ad usarla a tuo favore

57) Non sottovalutare mai l’on-line

58) Non sottovalutare mai l’off-line

59) Le cose migliori nascono per caso, il metodo ti insegna a farle crescere

60) Vendi emozioni? Allora emozionati

61) La curiosità ha ucciso il gatto, ma tu non sei mica un gatto

62) La Cina si avvicina

63) Se non lo sai scoprilo, altrimenti zitto

64) Il territorio è sovrano

65) Se non ti piace l’insieme, innamorati del particolare

66) Fare rete non è solo importante: è bello

67) A volte parla come mangia il tuo pubblico

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Adesso tocca a te, proponi la tua tesi nei commenti. Oppure, per fare le cose davvero per bene, puoi usare questo form.


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