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7 foto e 7 domande, alle 7 di mattina, a fotografi che si svegliano presto o non sono ancora andati a dormire.
Oggi è la volta di Mattia Balsamini (qui un suo Blog).

Ciao Mattia, quanti anni hai e di dove sei? Da quanto scatti foto?
Ciao Ethel, ho 25 anni e sono nato a Pordenone, una cittadina del Friuli Venezia Giulia. Ora abito tra il mio paese natale e l’isola di Venezia che è un po’ il mio punto di partenza per i vari spostamenti.
Scatto da qualche anno, credo di aver iniziato ad occuparmi di fotografia con dedizione nel 2007, ma le prime piccole grandi soddisfazioni risalgono sì e no ad un anno fa, quando ho deciso di lasciare il lavoro di assistente e scattare da freelance a tempo pieno.

La tua attrezzatura?
Quello che funziona meglio a seconda dell’occasione – fortunatamente ormai i prezzi per il noleggio sono relativamente abbordabili così mi capita di affittare l’H3 Hasselblad e la Canon 5d MarkII, una macchina che rimpiango di non aver mai acquistato. Da qualche mese poi mi sono preso una Nikon d800 e mi trovo benissimo.

Cosa fai quando non fai foto?
Quando non lavoro penso, troppo credo. Sto vivendo una seconda adolescenza (o forse è la prima, che mi ha mancato ed è tornata a prendermi) – quindi passo molto tempo a guardare le cose che mi piacciono fatte da altri e a capire perché piacciono a me (ad esempio l’interaction design o il fotogiornalismo autoriale) sono cose che mi aiutano a capire chi sono. Poi con regolarità cerco di leggere libri carichi di humor nero: è il mio preferito.

Descrivimi la tua stanza.
È molto spoglia, la mia ragazza se ne lamenta spesso ma a me piace così. Ho traslocato così tante volte nella mia vita che credo di aver proprio sviluppato una fobia per l’accumulo di oggetti.
C’è anche questo trolley aperto e strapieno, che sta sul pavimento dalla scorsa settimana, reduce da 2 mesi di fuoco passati un po’ in giro. Non avuto la voglia o il tempo di sistemare. In compenso ho una bellissima vista sulle montagne, notevole per essere in un condominio.

La tua macchina fotografica pesa quanto…
L’intera discografia di Pat Metheny in formato compact disc.

Se il tuo immaginario fosse un film? O un libro?
Di getto stavo per risponderti qualsiasi titolo della collana Piccoli Brividi!, ma la risposta definitiva credo sarà Istruzioni per rendersi infelici, un saggio divertentissimo di Paul Watzlawick che, al contrario di quanto si possa immaginare, è un inno alla vita.

Un fotografo/a che mi consigli di tener d’occhio?
Posso sceglierne due? Dico Nadav Kander, per me il ritrattista per eccellenza e Mattia Zoppellaro un’italiano sempre pieno di sorprese.


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