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Affinities: i dieci anni del Public Domain Review celebrati con un libro pieno di tesori

Per chi lo conosce già, The Public Domain Review è uno dei più splendenti tesori della rete. Uno scrigno colmo di ricchezze culturali provenienti dal passato, pescate da archivi, ricerche, scansioni, e arricchite da approfonditi articoli che raccontano le storie di alcune tra le più curiose e affascinanti opere ormai di pubblico dominio, cioè quelle che possono essere liberamente utilizzate senza preoccuparsi di minacciose lettere di avvocati.
Al di là degli aspetti legali, tuttavia, il vero valore del progetto — nato nel 2011 dall’idea di Adam Green, che all’epoca scandagliava gli archivi digitali come l’Internet Archive, i Wikimedia Commons e i Flickr Commons in cerca di materiale per i suoi collage — sta nel riportare alla luce meraviglie dimenticate, secondarie, laterali o che vale comunque la pena rispolverare, attraverso un’impeccabile opera di curatela di quello che è l’immenso calderone della rete, offrendo un antidoto a quella che la giornalista del Guardian Anna Baddeley definì «la paralisi da pubblico dominio: quella opprimente sensazione di avere troppa scelta».

In questi 10 anni di attività, il Public Domain Review non è rimasto confinato sul web — pubblicando periodici volumi per raccogliere il meglio di quanto uscito sul sito e mettendo in vendita stampe e cartoline per finanziare il lavoro — ma il libro che sta per uscire è qualcosa di completamente diverso.
Si intitola Affinities e non è una raccolta, ma una summa dello spirito di ricerca e della gioia della scoperta, uno spirito che ha pervaso il progetto fin dagli inizi e che non ha perso nemmeno un grammo della sua potenza col passare del tempo.

“Affinities. A Book of Images”, Volume, 2022
(courtesy: Volume)

Pubblicato attraverso la piattaforma Volume, nata nel 2017 per finanziare libri d’arte e cultura visiva attraverso il meccanismo del pre-acquisto (se si raggiunge la cifra necessaria, il libro esce, altrimenti si riprendono i propri denari e arrivederci e grazie), Affinities propone esattamente ciò che suggerisce il titolo: affinità. Connessioni imprevedibili tra opere realizzate magari a secoli e a migliaia di chilometri di distanza ma in qualche modo accomunate da un sottile filo rosso estetico o concettuale che le lega tra loro.

In 368 pagine, la pubblicazione presenta più di 500 immagini, tra dipinti e illustrazioni, fotografie e schizzi, andando a coprire — in maniera non cronologica ma, appunto, per analogie e somiglianze — oltre 2000 anni di storia dell’arte, della conoscenza e della creatività umana.
Curato dallo stesso Adam Green, il libro dovrebbe vedere la luce nella primavera del 2022. Nel frattempo si può pre-acquistare in diverse edizioni, una tradizionale e due “da collezione”, con cofanetto, poster e (nella più costosa) quattro stampe.

“Affinities. A Book of Images”, Volume, 2022
(courtesy: Volume)
“Affinities. A Book of Images”, Volume, 2022
(courtesy: Volume)
“Affinities. A Book of Images”, Volume, 2022
(courtesy: Volume)
“Affinities. A Book of Images”, Volume, 2022
(courtesy: Volume)
“Affinities. A Book of Images”, Volume, 2022
(courtesy: Volume)
“Affinities. A Book of Images”, Volume, 2022
(courtesy: Volume)
“Affinities. A Book of Images”, Volume, 2022
(courtesy: Volume)
“Affinities. A Book of Images”, Volume, 2022
(courtesy: Volume)
“Affinities. A Book of Images”, Volume, 2022
(courtesy: Volume)
“Affinities. A Book of Images”, Volume, 2022
(courtesy: Volume)
“Affinities. A Book of Images”, Volume, 2022
(courtesy: Volume)
“Affinities. A Book of Images”, Volume, 2022
(courtesy: Volume)
“Affinities. A Book of Images”, Volume, 2022
(courtesy: Volume)
“Affinities. A Book of Images”, Volume, 2022
(courtesy: Volume)
“Affinities. A Book of Images”, Volume, 2022
(courtesy: Volume)
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