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Concrete Freedom: da BBDB Studio un libro sulle sperimentazioni di 15 creative, tra grafica e poesia concreta

Mai del tutto scomparso, il fenomeno della poesia concreta ha avuto il suo apice tra gli anni ’50 e ’60, con le sperimentazioni di decine di autori che, in tutto il mondo, hanno lavorato sulla “corporeità” del linguaggio, dando valore al segno grafico e tipografico, all’uso dello spazio sulla pagina, alla dimensione plastica e a quella sonora di lettere e sillabe, utilizzate anche per la creazione di sistemi e strutture che rimandano all’architettura.
Affondando le sue radici in Mallarmé così come nel futurismo e nel dadaismo, la poesia concreta ha attraversato le frontiere dell’arte per sconfinare nella comunicazione visiva: la pubblicità, la progettazione grafica. Ed è proprio in questi territori che, probabilmente, continua a rinnovarsi, al contempo alimentando — brace sopravvissuta al soffocante strato d’oblio — l’opera di progettiste e progettisti.

Lo dimostrano i workshop che ormai da oltre un anno BBDB Studio organizza coinvolgendo grafiche e grafici da tutto il mondo.
Fondato nel 2016 a Bassano del Grappa da Barbara Busatta e Dario Buzzini, lo studio ha infatti inaugurato nel 2019 una serie di laboratori collaborativi durante i quali i partecipanti hanno lavorato attorno a temi ben precisi, utilizzando la poesia concreta come strumento per riflettere sui concetti e dare il proprio punto di vista.

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Concrete Freedom (courtesy: BBDB Studio)
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Concrete Freedom (courtesy: BBDB Studio)

Tali laboratori hanno poi prodotto dei libri: Concrete Beauty, Concrete LakeConcrete Arcipelago e Concrete Confinement (del quale abbiamo parlato qui), quest’ultimo come conseguenza diretta e urgente del confinamento che tutti stavamo sperimentando nei mesi scorsi.
Il 12 e 13 settembre Busatta e Buzzini ne hanno organizzato un altro, che ha messo insieme 15 donne provenienti dalla galassia della progettazione grafica: Caterina Birolo, Darcy Mooney, Franziska Weitgruber, Giulia Dolci, Ilaria Pitteri, Irene Alberti, Khyati Trehan, Lou Andrea Savoir, Mirta Ursula Gariboldi, Ray Yafi, Simona Alina Andone e Tal Drori.

Il tema, stavolta, era la libertà. «Aiutateci a riflettere su cosa significa per voi “libera” ed “emancipata”» (in realtà il termine esatto era empowered, che non ha una precisa traduzione italiana), hanno chiesto i fondatori di BBDB Studio. E anche stavolta un libro — Concrete Freedom — raccoglierà il materiale prodotto.

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Concrete Freedom, opera di Simona Alina Andone (courtesy: BBDB Studio)

Pubblicato in collaborazione con Women for Freedom, onlus che aiuta donne in difficoltà ad emanciparsi attraverso programmi di educazione e microcredito, Concrete Freedom si può già prenotare online e verrà presentato il prossimo 25 novembre 2020 in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

«Tutti i proventi raccolti con la vendita del volume saranno devoluti all’associazione», spiegano Busatta e Bruzzini, che rivelano anche come questo workshop sia soltanto la prima fase di un progetto più grande, che arriverà a organizzare, la prossima primavera, un evento di una settimana chiamato Libera Menti: Un festival che celebra il femminile nella società contemporanea.

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Concrete Freedom, opera di Khyati Trehan (courtesy: BBDB Studio)
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Concrete Freedom, opera di Ilaria Pitteri (courtesy: BBDB Studio)
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