Illustrazione di Emiliano Ponzi

Covid Uncovered: l’asta di beneficenza

Uno degli aspetti più destabilizzanti della situazione in cui ci troviamo è l’impotenza.
Abituati a essere sommersi da una quantità ingestibile di input e inviti all’azione — firma l’appello, sottoscrivi la petizione, condividi la protesta, dona per la causa, partecipa alla marcia, boicotta quel marchio, indignati per quella campagna —, all’improvviso è come se si fosse chiuso il rubinetto.
Silenzio.

In un mondo in cui finora la stragrande maggioranza delle persone andava di corsa, gridando agli altri e a se stessi di correre, di fare, di non fermarsi, pena l’esclusione, l’obsolescenza, il sospetto di sedizione, all’improvviso l’unico invito valido è diventato quello all’inazione. Fermatevi, fermiamoci.
Alcuni, disabituati a non chiamare e non sentirsi chiamare alle armi, hanno reagito trovando un ripiego nelle campagne a colpi di hashtag — fare, fare, fare per invitare a non fare — e nei flash-mob musicali ai balconi e alle finestre: modi come altri per mantenersi attivi e mettere qualche barriera tra sé e il vuoto che spaventa. Altri ancora scacciano il medesimo terrore commentano cinicamente e deridendo chi non riesce a non darsi da fare. Si scatenano battaglie a colpi di status su Facebook, frecciatine in diretta Instagram, atteggiamenti da sbirro su Twitter: quando il “nemico” reale è invisibile (ma forse per trovare il nemico reale dovremmo guardare anche al di là del virus e chiederci qual è il tipo di società che ne favorisce la comparsa e la proliferazione) ci si accontenta si sentirsi vivi attaccando chi sta dall’altra parte di uno schermo.

In ogni caso, né gli hashtag né le canzoni né i commenti sarcastici ci salveranno dall’epidemia e dalle sue conseguenze. A farlo saranno i nostri comportamenti assennati, la nostra lucidità, e soprattutto medici, infermieri, volontari e chiunque stia sgobbando da giorni, spesso oltre l’umana sopportazione.
Se ai primi due fattori possiamo e dobbiamo badare da soli, ciò che abbiamo la possibilità di fare è di supportare il corpo medico.
Agire, dunque, ma in maniera davvero efficace, offrendo un aiuto concreto.

Pensando proprio a un’azione realmente efficace, l’illustratore di fama mondiale Emiliano Ponzi ha lanciato insieme al co-working e centro culturale milanese Spazio Fuori Luogo e al quotidiano online OPEN un’iniziativa chiamata COVID Uncovered.

  • Ale Giorgini
  • Alessandro Baronciani
  • Arianna Vairo
  • Beppe Giacobbe
  • Bianca Bagnarelli
  • Davide Toffolo
  • Emiliano Ponzi
  • Francesco Poroli

Il progetto consiste in un’asta online con le opere realizzate da una serie di illustratori: Bianca Bagnarelli, Alessandro Baronciani, Ivan Canu, Paolo d’Altan, Manuele Fior, Luca Font, Beppe Giacobbe, Gabriella Giandelli, Ale Giorgini, Riccardo Guasco, Sarah Mazzetti, Valeria Petrone, Emiliano Ponzi, Francesco Poroli, Guido Scarabottolo, Davide Toffolo, Paolo Troilo, Arianna Vairo e Paolo Ventura.

«L’idea iniziale», spiega il comunicato, «era quella di organizzare una sessione di disegno dal vivo con due modelli, una donna e un uomo, entrambi nudi, con indosso solo diversi tipi di protezione per il viso — dalla sciarpa che in molti avvolgevano attorno al viso i primi giorni, all’estremo opposto, una maschera anti-gas di fabbricazione russa — per rappresentare la minaccia di giorno in giorno crescente. L’aggravarsi della situazione e la conseguente evoluzione delle misure di sicurezza hanno portato ad un’evoluzione del progetto stesso: gli artisti, che inizialmente avrebbero dovuto partecipare alla sessione ritrovandosi in un unico luogo, hanno partecipato in videoconferenza dalle proprie abitazioni, rispettando le indicazioni date dal Ministero della Salute per proteggere sé stessi e gli altri».

Le opere e gli schizzi sono in vendita, e il ricavato andrà alla Croce Rossa Italiana, in prima linea per fronteggiare l’emergenza.
Non tutti gli hashtag sono efficaci: #artists_vs_covid19_italy speriamo che lo sia — comunque la si pensi, fautori del nullafacere o sostenitori del rimboccarsi le maniche sempre e comunque.
L’invito di Ponzi, Spazio Fuori Luogo e Open, tra l’altro, è di non fermarsi qua, con la speranza che iniziative simili nascano ovunque.

  • Gabriella Giandelli
  • Guido Scarabottolo
  • Ivan Canu
  • Luca Font
  • Manuele Fior
  • Paolo D’Altan
  • Paolo Troilo
  • Paolo Ventura
  • Riccardo Guasco
  • Sarah Mazzetti
  • Valeria Petrone
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