Malibu, la vita di provincia raccontata da Eliana Albertini

Chi ci vive o ci ha vissuto lo sa bene, la provincia è un microcosmo con un funzionamento tutto suo, distante anni luce dalle grandi città a prescindere dai chilometri che le separano e ben rappresentabile solo dall’interno.

Per questo motivo, se ne volete una gran bella descrizione, potrebbe essere una buona idea affidarsi a Malibu, romanzo a fumetti di Eliana Albertini, edito da BeccoGiallo. Solo una persona come Eliana, classe 1992, nata e cresciuta nella provincia di Rovigo e già autrice di Luigi Meneghello, apprendista italiano (Fandango Editore), poteva riuscire nell’intento di rendere giustizia con le sue tavole a quel mondo che si snoda apparentemente noioso intorno alla Romea, la temibile strada statale che collega Mestre a Ravenna, rigorosamente ad una sola corsia. 

Eliana Albertini, “Malibu”, BeccoGiallo, settembre 2019 (courtesy: BeccoGiallo)

C’è Malibu, che non è la città californiana dove vorremmo andare almeno una volta in vacanza, ma la tipica discoteca di provincia composta da una sola stanza e piena di gente di ogni età, sotto gli effluvi dello stesso alcool; c’è la processione religiosa con le anziane signore in pelliccia che si lamentano perchè nessuno porti più la statua della Madonna in spalla, anche se qualcuno alla fine ci si appoggiava soltanto; c’è l’uomo di mezza età che vive ancora con la madre, ingabbiato in una vita frustrata fatta di lavoro, bevute al bar e serate solitarie in discoteca, cercando il coraggio di allungare la mano verso il fondoschiena di una sconosciuta; c’è la coppia di anziani che si avventura al supermercato per fare la spesa e si limita ad acquistare solo prodotti in offerta; c’è il ragazzo che si sente a volte trasparente, a volte preso in giro dagli amici, che temono sia gay; c’è la superficialità in bianco e nero di un mondo che gira senza farsi domande nello stesso modo in cui è sempre girato, che sia nel Veneto meridionale o nel più profondo sud, un mondo dove gli uomini devono essere uomini, la frustrazione diventa follia, l’indipendenza è avere finalmente una macchina con con cui allontanarsi il più possibile ma finire comunque a fare la vita dei propri genitori.

La provincia di Eliana è una macchina ben oliata che sembra apparentemente funzionare benissimo, ma che in fondo assomiglia molto di più ad una bomba pronta ad esplodere da un momento all’altro. L’unica cosa certa è che ci sarà sempre l’ennesimo incidente sulla Romea da fotografare a distrarli da questo genere di problemi.

Eliana Albertini, “Malibu”, BeccoGiallo, settembre 2019 (courtesy: BeccoGiallo)
Eliana Albertini, “Malibu”, BeccoGiallo, settembre 2019 (courtesy: BeccoGiallo)
Eliana Albertini, “Malibu”, BeccoGiallo, settembre 2019 (courtesy: BeccoGiallo)
Eliana Albertini, “Malibu”, BeccoGiallo, settembre 2019 (courtesy: BeccoGiallo)
Eliana Albertini, “Malibu”, BeccoGiallo, settembre 2019 (courtesy: BeccoGiallo)
Eliana Albertini, “Malibu”, BeccoGiallo, settembre 2019 (courtesy: BeccoGiallo)
Eliana Albertini, “Malibu”, BeccoGiallo, settembre 2019 (courtesy: BeccoGiallo)
Eliana Albertini, “Malibu”, BeccoGiallo, settembre 2019 (courtesy: BeccoGiallo)
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