Illustrazione di Daniele Castellano (foto: Michele Lapini | courtesy: CHEAP)

Bologna si tinge di rosso con i poster illustrati del Premio Renner

Diavoli, diavolacci e demoni di ogni sorta, dervisci rotanti, degli imponenti abeti rossi, un cappuccetto rosso e tante fragole, una fetta di cocomero, un’intera famiglia di pel di carota — e poi c’è lui, Prometeo, che ruba il fuoco agli dei per donarlo agli uomini e accendere la fiamma della conoscenza.
Bologna, che già storicamente poteva vantare l’appellativo di “la rossa”1, è stata invasa da ogni possibile sfumatura di rubro, come lo chiamava Dante, che pure, nell’iconografia, sempre di rosso è vestito.

Rosso-caritas, quello dantesco. Ma di rossi, sui manifesti affissi sulle bacheche della centralissima Via dell’Indipendenza, ce ne sono tanti: rosso-passione, rosso-vergogna, rosso-ira funesta, rosso-diabolico, rosso-eroico, rosso-salvifico (quello dei salvagenti in mare) e, appunto, rosso-conoscenza.
«L’uomo segue la pista del fuoco, che lo precede scorticando la terra. Questo è la civiltà, innanzitutto: una pista tracciata dalle fiamme» scriveva Roberto Calasso in L’ardore parlando di Agni, dio del fuoco della religione induista, raffigurato, ovviamente, in rosso.

Illustrazione di Daniele Castellano (foto: Michele Lapini | courtesy: CHEAP)

Tema della nuova edizione del Premio Renner — dopo l’azzurro dell’anno scorso — il rosso è stato interpretato in tutte le sue possibili declinazioni dalle centinaia di artisti che hanno partecipato al concorso di illustrazione organizzato da Renner Italia, azienda leader delle vernici per il legno, in collaborazione con CHEAP, progetto di promozione della street art.

Tra le tantissime opere inviate ne sono state selezionate 42, che verranno messe in mostra dal 23 al 26 gennaio, durante Art City (ma di questo parleremo a suo tempo), e 25 di queste sono diventate dei manifesti.
Tra di esse ci sono anche l’illustrazione vincitrice del concorso, il meraviglioso Prometeo di Daniele Castellano, a cui andranno i 10.000 Euro in palio, e quella che si è aggiudicata la menzione speciale della giuria, l’ironica La vera pausa della vita moderna di Davide Panizza.

Illustrazione di Davide Panizza (foto: Michele Lapini | courtesy: CHEAP)
Illustrazione di Davide “Bart” Salvemini (foto: Michele Lapini | courtesy: CHEAP)
Illustrazione di Giulia Piras (foto: Michele Lapini | courtesy: CHEAP)
Illustrazione di Elena Vitti (foto: Michele Lapini | courtesy: CHEAP)
Illustrazione di Giulia Neri (foto: Michele Lapini | courtesy: CHEAP)
Illustrazione di Cecilia Marino (foto: Michele Lapini | courtesy: CHEAP)
Illustrazioni di Giovanna Izzo, a sinistra, ed Elena Pedroli, a destra, (foto: Michele Lapini | courtesy: CHEAP)
Illustrazione di Kiki Skipi (foto: Michele Lapini | courtesy: CHEAP)
Illustrazione di Andrea Casciu (foto: Michele Lapini | courtesy: CHEAP)
Illustrazione di Alberto Fiocco (foto: Michele Lapini | courtesy: CHEAP)
Illustrazione di Stefania Zadra (foto: Michele Lapini | courtesy: CHEAP)
Illustrazione di Marianna Balducci (foto: Michele Lapini | courtesy: CHEAP)
Illustrazioni di Federica Fabbian, a sinistra, e Alessandro Coppola, a destra (foto: Michele Lapini | courtesy: CHEAP)
Illustrazione di Ada Natale (foto: Michele Lapini | courtesy: CHEAP)
Illustrazione di Giada Franceschelli e Luca Tellurio (foto: Michele Lapini | courtesy: CHEAP)
Illustrazioni di Anna Formilan, a sinistra, e Sarah Edith Lombroso, a destra, (foto: Michele Lapini | courtesy: CHEAP)
Illustrazione di Mangoosta (foto: Michele Lapini | courtesy: CHEAP)
Illustrazione di Pietro Junior Tenua (foto: Michele Lapini | courtesy: CHEAP)
Illustrazione di Lorenza Cotellessa (foto: Michele Lapini | courtesy: CHEAP)
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