L’ultimo pittore di insegne di Vienna

Oggi quello del pittore di insegne è un mestiere quasi del tutto scomparso, solo recentemente riscoperto da una nuova generazione di artisti che studiano sulle opere dei maestri del passato, alcune delle quale ancora visibili sulle strade delle nostre città. Ma nel periodo d’oro delle insegne dipinte a mano, nella sola Vienna — che tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 era il centro assoluto della cultura europea — lavoravano oltre 2000 botteghe. Una di esse era quella della famiglia Samuel.

Nata nel 1882, è stata tramandata di padre in figlio per ben quattro generazioni, fino al 2003, quando Josef Samuel, pronipote del fondatore, ha deciso di andare in pensione.

Oggi Samuel è un anziano signore dalle folte sopracciglia, protagonista di un piccolo documentario girato da Better Letters — un’agenzia britannica specializzata in lettering e signpainting —, nel quale parla della storia dell’impresa di famiglia e del suo passato da pittore di insegne, mestiere che ha svolto per ben 61 anni.

«Quando mio padre disegnava a casa — non avevamo la tv — io mi sedevo di fronte a lui provando a copiare il suo lavoro. In questo modo ho iniziato a dedicarmi a questa professione», racconta Samuel, che quando ha deciso di ritirarsi non ha però voluto chiudere il laboratorio, che ha trasformato in un piccolo museo.

Nel filmato Samuel mostra come si dipingevano le insegne in passato, i colori usati (a base di olio, più durevoli, mentre le lacche sintetiche di oggi, secondo Samuel, si degradano prima perché il sole consuma prima la parte grassa) e parla dell’enorme dedizione con la quale gli artisti artigiani affrontavano questo mestiere: «non puoi andare di fretta nella nostra professione», dice a un certo punto.

Diretto da Tom Koch e narrato dal presentatore radiofonico Stuart Freeman, il documentario fa parte di una piccola serie iniziata un paio di anni fa con un altro video sul pittore di insegne britannico Cliff Headford.

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