Da ragazzino lo scrittore britannico David Mitchell — autore di diversi memorabili romanzi, tra il quali il più celebre è L’atlante delle nuvole — rimase affascinato dalla Mappa di Hereford, una meravigliosa mappa mundi disegnata nel XIII secolo.
«Come strumento di navigazione sarebbe chiaramente un disastro», spiega Mitchell. «Ma come mappa del pensiero medievale ha pochi pari. Mi chiedo se non sia questo il punto riguardo alle mappe dei luoghi fittizi. Sono mappe della mente […] che danno forma a una cosa — l’immaginazione — che forma non ne ha».

Mitchell, insieme a tutta una serie di autori e artisti, è tra gli ospiti di un intrigante libro illustrato dedicato proprio alle mappe disegnate dagli scrittori. Perché gli scrittori — non tutti, ma più di quanti saremmo portati a pensare — effettivamente disegnano mappe. Il motivo è ancora Mitchell a spiegarlo: «anche se nessuno dei romanzi che ho pubblicato come scrittore contengono mappe, i miei blocchi note ne sono disseminati. Le scene (o serie di scene) hanno bisogno di spazi in cui svilupparsi. L’aspetto di questi spazi e cosa c’è dentro possono determinare il modo in cui l’azione si svolge. Possono addirittura darti lo spunto per ciò che accade. Ecco perché la mappatura e il disegno delle scene possono essere aspetti necessari dello scrivere».
Disegnare è pensare. E viceversa.

Huw Lewis-Jones, “The Writer’s Map. An Atlas of Imaginary Lands”, ottobre 2018
(fonte: thamesandhudson.com)

Alcune delle mappe di Mitchell, insieme a tante altre, del passato e del presente — dalla Terra di Mezzo di Tolkien all’Isola del Tesoro di Stevenson, da Utopia di Tommaso Moro al lago Walden di Thoreau — sono appunto raccolte in The Writer’s Map. An Atlas of Imaginary Lands, pubblicato da Thames & Hudson e curato da Huw Lewis-Jones, storico delle esplorazioni che ha già firmato diversi libri, compreso Explorers’ Sketchbook.

In 256 pagine (e tantissime immagini, alcune delle quali finora inedite) Lewis-Jones fa aprire i cassetti della fantasia e dei ricordi a scrittori e illustratori, che parlano delle loro mappe e di quelle che li hanno “rapiti” nelle loro avventure da lettori. Oltre al già citato Mitchell, hanno scritto testi anche Philip Pullman (sua la trilogia fantasy Queste oscure materie), Robert Macfarlane (citato recentemente da Nicola Magrin qui su Frizzifrizzi), Joanne Harris (autrice di Chocolat, da cui è stato tratto l’omonimo film), la giovanissima scrittrice per ragazzi Kiran Millwood Hargrave, Reif Larsen (autore di un bizzarro romanzo pieno di piantine e grafici, Le mappe dei miei sogni) e tanti altri.

Huw Lewis-Jones, “The Writer’s Map. An Atlas of Imaginary Lands”, ottobre 2018
(fonte: thamesandhudson.com)

Huw Lewis-Jones, “The Writer’s Map. An Atlas of Imaginary Lands”, ottobre 2018
(fonte: thamesandhudson.com)

Huw Lewis-Jones, “The Writer’s Map. An Atlas of Imaginary Lands”, ottobre 2018
(fonte: thamesandhudson.com)

Huw Lewis-Jones, “The Writer’s Map. An Atlas of Imaginary Lands”, ottobre 2018
(fonte: thamesandhudson.com)

Huw Lewis-Jones, “The Writer’s Map. An Atlas of Imaginary Lands”, ottobre 2018
(fonte: thamesandhudson.com)

Huw Lewis-Jones, “The Writer’s Map. An Atlas of Imaginary Lands”, ottobre 2018
(fonte: thamesandhudson.com)

Huw Lewis-Jones, “The Writer’s Map. An Atlas of Imaginary Lands”, ottobre 2018
(fonte: thamesandhudson.com)

Huw Lewis-Jones, “The Writer’s Map. An Atlas of Imaginary Lands”, ottobre 2018
(fonte: thamesandhudson.com)

The Writer’s Map: un atlante delle terre immaginarie