Stanley Kubrick andava piuttosto male a scuola. «Dal giorno in cui era entrato alle elementari nel 1934, il registro delle sue presenze era stato un misterioso intreccio di ripetute assenze in serie, la disciplina inesistente o almeno non visibile all’esterno, i voti scandalosi. Aveva preso “insufficiente” alla voce “Lavora e gioca bene con gli altri”, “Rispetta gli altri” e, inevitabilmente, “Personalità”. Se la cavava bene in fisica, ma uscì dalle superiori con la media del 6, e il college non fu nemmeno preso in considerazione», ricorda lo scrittore e sceneggiatore Michael Herr1 nel suo libro Con Kubrick. Storia di un’amicizia e di un capolavoro, pubblicato in Italia da minimum fax nel 2009.

Con un insufficiente in personalità, dunque, Kubrick cominciò presto a lavorare. A 17 anni faceva già il fotografo per la rivista Look, che poi in seguito lo assunse.

“Stanley Kubrick Photographs, Through a Different Lens”, Taschen, maggio 2018
(fonte: taschen.com)

Era un autodidatta, il giovane Stanley. Nella fotografia come, più tardi, nel cinema, e un po’ in tutto il resto. «Leggeva dieci o venti libri alla settimana e cercava di vedere qualsiasi film fosse mai stato fatto», spiega di nuovo Herr, che racconta anche di come Kubrick bazzicasse per sale di montaggio, laboratori di sviluppo e negozi di attrezzature cinematografiche riempiendo chiunque di domande: come funziona, come si fa, cosa succederebbe se…

Affascinato sia dalle storie che dalle tecnologie («C’è un piacere tattile, quasi sensuale, in un bel pezzo di apparecchiatura fotografica», disse lo stesso Kubrick in un’intervista del ’75), il futuro regista ricevette in regalo la sua prima macchina fotografica a 13 anni, da suo padre, a sua volta appassionato di fotografia.

“Stanley Kubrick Photographs, Through a Different Lens”, Taschen, maggio 2018
(fonte: taschen.com)

La sua prima foto pubblicata fu il ritratto di un edicolante di New York con lo sguardo triste e circondato da giornali che annunciano la morte del presidente Roosevelt. Era il 1945, e da quel momento Kubrick lavorò per Look per quasi cinque anni, fino al 1950, girando per gli Stati Uniti e all’estero, scattando reportage, documentando eventi e cronaca, ritraendo celebrità del cinema, della cultura e dello sport, utilizzando la macchina fotografica non solo come sostentamento economico ma anche come strumento per conoscere e, contemporaneamente, affinare quello sguardo unico e inimitabile che poi diventerà evidente nei suoi film.

Molte di quelle foto scattate in quei cinque anni sono ancora inedite e saranno le protagoniste di una mostra — Through a Different Lens. Stanley Kubrick Photographs — allestita presso il Museum of the City of New York.

“Stanley Kubrick Photographs, Through a Different Lens”, Taschen, maggio 2018
(fonte: taschen.com)

In occasione dell’esposizione, Taschen ha pubblicato un libro che porta lo stesso titolo e che in 328 pagine raccoglie oltre 300 foto realizzate da Kubrick fino al 1950.

Il volume va ad aggiungersi alla lunga serie di pubblicazioni “kubrickiane” curate dall’editore tedesco, che ha già dato alle stampe Stanley Kubrick’s “Napoleon”. The Greatest Movie Never Made, The Making of Stanley Kubrick’s ‘2001: A Space Odyssey’ e The Stanley Kubrick Archives.

“Stanley Kubrick Photographs, Through a Different Lens”, Taschen, maggio 2018
(fonte: taschen.com)

“Stanley Kubrick Photographs, Through a Different Lens”, Taschen, maggio 2018
(fonte: taschen.com)

“Stanley Kubrick Photographs, Through a Different Lens”, Taschen, maggio 2018
(fonte: taschen.com)

“Stanley Kubrick Photographs, Through a Different Lens”, Taschen, maggio 2018
(fonte: taschen.com)