Passare ore davanti a cose belle e gratis? La nostra rubrica Tesori d'archivio è la soluzione.

Due anni fa Blu cancellava il suo murale: un pezzo di graphic journalism, ispirato a un nostro articolo, lo ricorda

Sono passati esattamente due anni da quel sabato mattina in cui scoprii da Facebook che Blu, probabilmente il più grande street artist italiano, stava cancellando le sue opere dai muri di Bologna. Abitando vicino al centro sociale XM24, lì dove c’era il suo pezzo più importante tra quelli realizzati qui in città, andai a vedere, a fotografare, a filmare, e quando tornai a casa scrissi di getto un articolo, questo, che in breve diventò uno dei più condivisi nella ultra-decennale storia di Frizzifrizzi, linkato e citato in molte delle discussioni — spesso aspre — che in quei giorni e nelle settimane seguenti animarono il dibattito sulla street art, sul suo ruolo politico, sulla necessità o meno di conservare le opere staccandole dai muri, sul diritto di proprietà su lavori realizzati in uno spazio pubblico.

Due anni dopo, quell’articolo ha ispirato un pezzo di graphic journalism, il secondo, dopo la storia di Sara Pavan sulla “tassa” sugli assorbenti, a essere pubblicato su Stormi, nuova rivista online di giornalismo grafico ideata e curata da Giacomo Taddeo Traini e Mattia Ferri, nata “sotto l’ala” (ché i nomi, qua sono tutti aviari) della casa editrice BeccoGiallo.

Realizzato da Stefano Guereschi, fumettista che esordisce proprio con questa storia, il pezzo si intitola Sottrazioni di Blu e si può leggere per intero sul sito di Stormi.

Altre storie
Fare i conti col proprio passato: “Heimat” di Nora Krug