Nella società contemporanea il consumo di erba non ha mai goduto di buona stampa. Generalmente confinato nella categoria “si fa ma non si dice”, quando se ne parla, il dibattito è polarizzato tra due estremi: chi condanna e chi ama alla follia. Quest’ultimo, trasversale gruppo, però, finora non è riuscito a emanciparsi da un immaginario estetico fuori dal tempo, legato (e congelato) nella cultura hippy anni ’60 e ’70, e tradotto in simboli e atteggiamenti portati fino all’esasperazione, al parossismo, al kitsch.

C’è voluta la legalizzazione per uso medico — e, in qualche caso, anche ricreativo — nella maggior parte degli Stati Uniti per cambiare le cose. A un certo punto, negli ultimi anni, forte di un giro d’affari di miliardi di dollari, la cultura legata alla marijuana si è parzialmente liberata dall’immaginario “cheap”, e l’ha fatto soprattutto perché, grazie a una rinnovata percezione del consumo di cannabis, ha cominciato a muoversi la macchina della comunicazione.

Broccoli #1
(fonte: broccolimag.com)

Passando dall’essere “sostanza” a prodotto commerciale, sono entrati in gioco il marketing, il design, la grafica, la fotografia, l’editoria. I designer hanno cominciato a progettare strumenti per fumare degni di stare in un museo di arte contemporanea, i grafici hanno disegnato loghi bellissimi per le aziende legate al consumo d’erba, alcuni giornali hanno ingaggiato figure professionali finora sconosciute come i critici e i “degustatori” di maria e di hashish, gli chef inventato ricette, e via dicendo.

Su quest’onda (verde) si inserisce anche una nuova rivista chiamata ironicamente Broccoli. Fondata da Anja Charbonneau, che per anni è stata art director di uno dei magazine più importanti del panorama dell’editoria indipendente, Kinfolk, Broccoli è guidata da una squadra di sole donne ed è a un pubblico femminile che si rivolge.

Broccoli #1
(fonte: broccolimag.com)

Nel primo numero, uscito in queste ultime settimane, si parla di imprenditrici legate al settore della cannabis, di artiste e attiviste, di prodotti di bellezza a base di canapa, di musica stimolante per quando sei fumata, di controcultura, di ricette, il tutto accompagnato da splendide foto (il servizio sulle piante disposte in base a principi dell’antica arte giapponese dell’ikebana, opera della fiorista Amy Merrick, è bellissimo, e ci sono pure le cartoline!) e da un design impeccabile..

Broccoli esce come free-press negli Stati Uniti e in Canada ma si può acquistare online in tutto il mondo, pagando semplicemente le spese di spedizione. Il primo numero, purtroppo, è andato esaurito in un soffio (o una fumata?) però il prossimo è in arrivo in primavera e sul sito ci si può già abbonare.

Broccoli #1
(fonte: broccolimag.com)

Broccoli #1
(fonte: broccolimag.com)

Broccoli #1
(fonte: broccolimag.com)

Broccoli #1
(fonte: broccolimag.com)

Broccoli #1
(fonte: broccolimag.com)

Broccoli #1
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Broccoli #1
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Broccoli #1
(fonte: instagram.com/broccoli_mag)

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