(fonte: atlas-of-forms.net)

Tesori d’archivio: l’atlante delle forme architettoniche

Le quattro lineette, in alto a sinistra, sperdute in una pagina altrimenti quasi interamente vuota, implicitamente invitano all’azione.
Quando provi a cliccarci sopra si apre un elenco: cerchio, quadrato, triangolo, poligono, monolitico, a forma di fungo, scheletro, alto, piccolo, leggero, massiccio, caotico, geometrico, mimetico, in costruzione, completato, in decadimento, in rovina. È solo selezionandone una che cominciano ad apparire le immagini, e il senso del progetto si manifesta nella sua evidenza.

Atlas of Forms è un archivio online dedicato all’architettura, e le diciotto, suddette caratteristiche non sono altro che il modo di creare una tassonomia basata sull’aspetto esteriore degli edifici: forme, dimensioni, condizioni.

(fonte: atlas-of-forms.net)

Tutti gli esemplari raccolti ed etichettati esistono davvero ma le foto arrivano solo e soltanto dal web. Dove siano realmente collocati (e quando!) non ha la minima importanza, ai fini del progetto. Le uniche caratteristiche fondamentali sono quelle formali. E, anzi, il fascino dell’Atlante sta proprio nel flusso quasi ininterrotto di immagini messe le une accanto alle altre senza minimamente preoccuparsi di provenienza geografica, stile architettonico, anno di costruzione, nome dell’architetto.
Più che altro sembra una mappa dei sogni e degli incubi “edili” del ventesimo secolo, un diario senza parole che racconta di come l’uomo decida di creare spazi lì dove non ce ne sono.

Ancora più interessante: l’Atlas of Forms ha un motore di ricerca interno che permette di associare tra loro le varie categorie: ciascuna delle lineette infatti permette di accedere alla medesima lista di caratteristiche, e combinandole tra loro si può ad esempio selezionare gli edifici che siano contemporaneamente quadrati, alti, caotici e in rovina.

(fonte: atlas-of-forms.net)

Nato nel 2014 su idea del fotografo francese Eric Tabuchi (il suo portfolio, tra architetture e intere serie ossessivamente dedicate a un solo soggetto, è esattamente ciò che ci si aspetterebbe dall’autore di un Atlante come questo), l’Atlas of Forms ha assunto fino ad oggi diverse forme, essendo stato protagonista di mostre e installazioni, e di recente è anche diventato un libro.

Pubblicato dall’editore francese Poursuite, il volume conta 256 pagine e raccoglie ben 1500 foto, che si susseguono senza soluzione di continuità andando a mescolare le varie categorie scelte da Tabuchi.

(fonte: atlas-of-forms.net)
(fonte: atlas-of-forms.net)
(fonte: atlas-of-forms.net)
Eric Tabuchi, “Atlas of Forms”, Poursuite Editions, ottobre 2017
(fonte: erictabuchi.net)
Eric Tabuchi, “Atlas of Forms”, Poursuite Editions, ottobre 2017
(fonte: erictabuchi.net)
Eric Tabuchi, “Atlas of Forms”, Poursuite Editions, ottobre 2017
(fonte: erictabuchi.net)
Eric Tabuchi, “Atlas of Forms”, Poursuite Editions, ottobre 2017
(fonte: erictabuchi.net)
Eric Tabuchi, “Atlas of Forms”, Poursuite Editions, ottobre 2017
(fonte: erictabuchi.net)
co-fondatore e direttore

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