Qualche mese fa, parlando di un altro libro dedicato alle ceramiche, scrivevo di come in questi ultimissimi anni stiamo assistendo a una vera e propria esplosione del fenomeno.

La definizione perfetta di questa nuova “golden age” al sapore di caolino l’ha data tre anni or sono la giornalista di ArtNews Lilly Wey, riferendosi in particolare al panorama americano: «L’arte della ceramica è finalmente uscita dal ripostiglio, liberandosi dalla schiavitù domestica e dal suo status di arte minore».

Come dimostra Vitamin C: Clay and Ceramic in Contemporary Art, pubblicato da Phaidon in ottobre, lavorare l’argilla non ha conquistato un ruolo di primo piano soltanto nel mondo dell’artigianato ma anche in quello dell’arte contemporanea.

“Vitamin C: Clay and Ceramic in Contemporary Art”, a cura di Phaidon e Claire Lilley, Phaidon, ottobre 2017
(fonte: Phaidon)

Curato dalla redazione di Phaidon e dalla storica dell’arte Clare Lilley, Vitamin C: Clay and Ceramic in Contemporary Art raccoglie le opere di 100 artisti — alcuni specializzati nelle ceramiche altri no — che sono stati a loro volta “segnalati” da alcuni tra i più grandi critici e curatori del mondo.

Oltre 300 pagine, più di 500 illustrazioni, il libro si può acquistare anche su Amazon.

“Vitamin C: Clay and Ceramic in Contemporary Art”, a cura di Phaidon e Claire Lilley, Phaidon, ottobre 2017
(fonte: Phaidon)

“Vitamin C: Clay and Ceramic in Contemporary Art”, a cura di Phaidon e Claire Lilley, Phaidon, ottobre 2017
(fonte: Phaidon)

“Vitamin C: Clay and Ceramic in Contemporary Art”, a cura di Phaidon e Claire Lilley, Phaidon, ottobre 2017
(fonte: Phaidon)

“Vitamin C: Clay and Ceramic in Contemporary Art”, a cura di Phaidon e Claire Lilley, Phaidon, ottobre 2017
(fonte: Phaidon)