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Failes States #1 – Island

Failed States: una rivista di geografie incerte

La mappa del mondo è cambiata molte volte negli ultimi trent’anni, anche a due passi da noi — la riunificazione della Germania, la dissoluzione dell’Unione Sovietica, la separazione tra Repubblica Ceca e Slovacchia, la frammentazione della Jugoslavia. Eppure la nostra generazione, non avendo vissuto sulla propria pelle guerre che hanno interessato il territorio in cui abita, è spesso cieca di fronte all’evidenza: gli equilibri geopolitici sono in costante mutamento fin dagli albori delle civiltà umane; i confini vengono costantemente ridisegnati; le culture e i poteri che le rappresentano si trasformano e, talvolta, falliscono (e finiscono).

Al concetto di “fallimento di uno Stato” — a livello politico, economico, culturale — è dedicata una nuova rivista indipendente: Failed States.
Fondata dall’artista britannico Jamie Atherton, Failed States è un semestrale e muove da uno dei più recenti sconvolgimenti politici europei — la cosiddetta Brexit — sviluppandosi come una sorta di raccolta di frammenti riuniti attorno a un tema.

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Failes States #1 – Island

«Nel mio lavoro di artista mi sono ritrovato spesso a pensare ai luoghi “in stato di flusso” e volevo approfondire questo tema con una pubblicazione. Volevo mettere assieme le idee di alcune persone che ammiro rivolgendo l’attenzione a un dato territorio. Per realizzare il progetto ho deciso di cominciare con una rivista dai testi concisi. Sia perché è tutt’altro che semplice chiedere a persone molto occupate di scrivere per te sia perché sentivo che questo tipo di approccio avrebbe potuto aiutare il magazine a distinguersi dalle altre antologie di “new writing”», spiega Atherton, che ha contattato altri artisti, scrittori, giornalisti, registi e accademici e li ha invitati a partecipare al primo numero attraverso immagini o testi brevi in qualsiasi forma.

Che intende Atherton per “qualsiasi forma”? «Frasi, paragrafi, liste, ricordi, aneddoti, idee, proposte, biografie, recensioni, confessioni, richieste di aiuto, sms, email, lettere, gossip, voci, paranoie, avvertimenti, schemi, fantasie, favole, itinerari, note a piè di pagina, codici, istruzioni, copioni, notazioni, formule, punteggi, testi ritrovati, eccetera».
E il risultato dà appunto l’idea di insieme di “ritagli”, che nel primo numero ruota intorno a un tema: l’isola.

116 pagine, pubblicato a Londra, Failed States si acquista qui.

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