Tesori d’archivio: un libro dell’800 sugli antichi pattern cinesi

Al motto di «la forma senza colore è come un corpo senza l’anima», l’architetto e arredatore d’interni gallese Owen Jones fu uno dei più grandi studiosi di arti decorative, in special modo di quelle mediorientali, nonché figura fondamentale per la nascita di un museo, quello di South Kensington, che più tardi sarebbe diventato il celeberrimo Victoria and Albert Museum.

Nato nel 1809, nel ’32 Jones, come tanti altri artisti e rampolli della nobiltà e dell’alta borghesia prima e dopo di lui, si mise in viaggio per l’Europa. Il suo Grand Tour lo portò in Italia e in Grecia, per poi spingersi anche in Turchia e in Egitto, tornando infine in Europa passando per il sud della Spagna.

da Owen Jones, “Examples of Chinese ornament selected from objects in the South Kensington museum and other collections”, 1867
(fonte: Archive.org)

Durante tutte le tappe del Tour, Jones studiò monumenti e decorazioni e, una volta a Granada, rimase talmente affascinato dall’Alhambra che una volta tornato nel Regno Unito dedicò alle decorazioni del complesso architettonico spagnolo un’opera in ben 12 volumi, contribuendo tra l’altro a sviluppare la tecnica di stampa della cromolitografia, visto che, a suo parere, le modalità di stampa disponibili fino ad allora non riuscivano a dare il giusto risalto allo splendore cromatico dei pattern.

Le ricerche compiute durante il Grand Tour, tra l’altro, furono le basi anche per la più celebre pubblicazione di Jones, la sua Grammatica degli Ornamenti, una colossale opera, uscita nel 1856, che mostrava e spiegava le arti decorative di tutte le epoche e tutte le latitudini.

da Owen Jones, “Examples of Chinese ornament selected from objects in the South Kensington museum and other collections”, 1867
(fonte: Archive.org)

Oltre all’arte islamica, grande amore di Jones furono anche gli ornamenti cinesi, ai quali dedicò un bellissimo libro illustrato intitolato Examples of Chinese ornament selected from objects in the South Kensington museum and other collections.

Pubblicato nel 1867, il libro raccoglie ben 100 tavole a colori — qua sotto una piccola selezione — e si può sfogliare online oppure scaricare.

da Owen Jones, “Examples of Chinese ornament selected from objects in the South Kensington museum and other collections”, 1867
(fonte: Archive.org)
da Owen Jones, “Examples of Chinese ornament selected from objects in the South Kensington museum and other collections”, 1867
(fonte: Archive.org)
da Owen Jones, “Examples of Chinese ornament selected from objects in the South Kensington museum and other collections”, 1867
(fonte: Archive.org)
da Owen Jones, “Examples of Chinese ornament selected from objects in the South Kensington museum and other collections”, 1867
(fonte: Archive.org)
da Owen Jones, “Examples of Chinese ornament selected from objects in the South Kensington museum and other collections”, 1867
(fonte: Archive.org)
da Owen Jones, “Examples of Chinese ornament selected from objects in the South Kensington museum and other collections”, 1867
(fonte: Archive.org)
da Owen Jones, “Examples of Chinese ornament selected from objects in the South Kensington museum and other collections”, 1867
(fonte: Archive.org)
da Owen Jones, “Examples of Chinese ornament selected from objects in the South Kensington museum and other collections”, 1867
(fonte: Archive.org)
da Owen Jones, “Examples of Chinese ornament selected from objects in the South Kensington museum and other collections”, 1867
(fonte: Archive.org)
da Owen Jones, “Examples of Chinese ornament selected from objects in the South Kensington museum and other collections”, 1867
(fonte: Archive.org)
da Owen Jones, “Examples of Chinese ornament selected from objects in the South Kensington museum and other collections”, 1867
(fonte: Archive.org)
da Owen Jones, “Examples of Chinese ornament selected from objects in the South Kensington museum and other collections”, 1867
(fonte: Archive.org)
da Owen Jones, “Examples of Chinese ornament selected from objects in the South Kensington museum and other collections”, 1867
(fonte: Archive.org)
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