Può essere duro, setoloso, batuffoloso, dritto come una lancia o arricciato come il nastro di un pacco regalo. C’è quello nero come la notte e quello candido come un fantasma. C’è quello che graffia e quello che accarezza. Talvolta, spietatamente e superficialmente, ne etichettiamo qualcuno come superfluo. Nella geografia del corpo i più buffi vivono sull’alluce e si fanno i fatti loro per la maggior parte dell’anno finché vengono scoperti e spesso barbaramente eliminati con l’arrivo dei primi caldi, ma in base alla regione di provenienza li bolliamo anche come di barba, d’ascella, del naso, dell’orecchio (che è tipicamente da anziano), del petto, inguinali (che, come scrivevo altrove, «quelle piccole non ce l’ha / Quann’è grande lo metterà / Quelle vecchie ce l’ha biango / Quelle giovane ce n’ha tanto», e possono essere soggetti a pratiche di “giardinaggio”).

È proprio quest’ultimo, quello inguinale, che secondo la saggezza popolare tira più di un carro di buoi, e quindi un gruppo di giovani studenti del corso di illustrazione dell’ISIA di Urbino e una studentessa del corso di editoria hanno pensato bene di chiamare la loro rivista autoprodotta Pelo Magazine.

Pelo Magazine #1

Nato in ambito accademico con un primo numero dedicato — neanche a dirlo — interamente al sesso, Pelo ha cominciato a camminare con le proprie gambe (pelose) già con il secondo numero, presentato a inizio 2017 a Bologna durante Fruit Exhibition, che è poi dove ho conosciuto la numerosissima pattuglia di illustratori, i quali, auto-tassandosi, sono riusciti a produrre entrambe le uscite, stampate in poche centinaia di copie e ora in vendita anche online.

«Ci siamo ritrovati e abbiamo deciso di fare una fanzine. L’idea era di farne una piuttosto irriverente, con dei temi abbastanza leggeri, giocando sull’ironia, dedicando ciascun numero a un tema diverso», mi hanno raccontato, spiegando anche che ciascun autore è stato lasciato libero di sperimentare a piacimento a patto di restare fedele all’argomento.

Essendo ben 29 le teste pensanti che fanno parte del nucleo “hardcore” del progetto — a cui possono partecipare anche ospiti esterni — verrebbe da pensare che il caos regni sovrano tra le pagine (a due colori, che cambiano di numero in numero) di Pelo. In realtà, nonostante un certo spirito anarchico e chiassoso pervada le due pubblicazioni, si resta piuttosto spiazzati dalla coerenza e dall’alta qualità dei contenuti.
Da far rizzare i peli, come scrivono in copertina. Ma in senso buono.

Pelo Magazine #1

Pelo Magazine #1

Pelo Magazine #1

Pelo Magazine #1

Pelo Magazine #1

Pelo Magazine #1

Pelo Magazine #1

Pelo Magazine #1

Pelo Magazine #2

Pelo Magazine #2

Pelo Magazine #2

Pelo Magazine #2

Pelo Magazine #2

Pelo Magazine #2

Pelo Magazine #2

Pelo Magazine #2

Pelo Magazine #2

Pelo Magazine #2

Pelo Magazine #2

Pelo Magazine #2