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Letter Kit

Letter Kit: prendere ispirazione dall’alfabeto, dalla A alla Z

Quando vado al parco con le mie figlie di solito porto un quaderno o un blocco, oltre a un mazzetto pennarelli colorati, spesso scelti a caso, così che quando ci ritroviamo a disegnare, nei momenti in cui non ci sono amichetti e loro si annoiano, capita quindi di avere svariati azzurri e nessun rosso, un bendidio di gialli, per ogni singola tonalità dell’erba secca, ma nessun verde per quella tenera e fresca.

Se succede di uscire di casa particolarmente di fretta, magari ci si dimentica pure di portarli i pennarelli. E allora rimane la classica penna. «Ma la penna è noiosa, papà», dice quella di otto anni.
Qualche giorno fa, in un parco assolato e semivuoto e con solo la penna a disposizione ci è venuto in mente di inventarci le lettere e di disegnarle. Abbiamo cominciato con la A, poi siamo passati alla B, e così via, partendo da un tradizionale carattere bastoni fino ad arrivare a pazzie come la A fatta di bastoncini zuccherati o la E con la coscia di pollo e le salsicce.

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Quando finivamo le idee cominciavamo a guardarci attorno: i tetti delle case, le forme delle altalene, le tag lasciate dai ragazzini sugli scivoli (e l’immancabile «papà, che significa troia?»), i rametti degli alberi disposti casualmente a Y, le etichette dei vestiti.
La medesima attività di ricerca, fatta ovviamente con un occhio molto più allenato e consapevole, e soprattutto organizzata in maniera impeccabile, la pratica Zack Davenport, che oltre ad essere a capo della sezione brand design di Vimeo e aver lavorato a start up di grande successo come Vine e Foursquare, da circa un anno cura e gestisce un profilo Pinterest davvero imperdibile, soprattutto per chi fa grafica e type design.

Si chiama Letter Kit e consiste in un enorme archivio di lettere e numeri organizzato in ordine alfabetico.
All’interno di ciascuna board, decine e decine di esempi, che arrivano praticamente da ovunque: arrivano dai blocchi in legno dei caratteri mobili e dalle decorazioni degli antichi libri; dalle etichette dei prodotti e dai poster dei film; dalle pagine Behance dei graphic designer e dagli archivi di grafica; dai libri sulla tipografia e dai siti-vetrina dei nuovi font. Arrivano dai biglietti del tram, dai segnali stradali, dalle targhette dei numeri civici. Dalle copertine dei libri, dalle illustrazioni d’epoca, dalle locandine teatrali, dai loghi aziendali. Dalle insegne dei negozi, dai pavimenti in mosaico, dai mazzi di carte da gioco o da quelle dei tarocchi, dalle carpette da ufficio.

Non ho controllato se ci siano pure altalene e rametti e salsicce, ma di sicuro prima o poi ci finiranno pure quelle.

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