Lontanissima dagli stereotipi della belle Parigi, allontanandosi dal centro (ma non sempre è necessario), appare una città parallela, quella dei grandi progetti immobiliari, utopici nel concetto e futuristici nell’estetica, perlomeno all’epoca in cui furono progettati.
Oggi, tra palazzi da fantascienza d’annata, ghettizzazione e scontri tra culture, quegli “oceani di cemento”, come li chiama il fotografo francese Laurent Kronental, sembrano Souvenir dal futuro, che è anche il titolo della belle serie fotografica a cui l’artista sta lavorando da oltre cinque anni.
Quello stesso reportage ha recentemente ispirato un pezzo di Francesca Sturzi su The Towner, che racconta un’insolita esplorazione di una Parigi, ben poco nota, all’insegna del brutalismo.
Quasi leggendo nel pensiero della giovane giornalista e in soccorso di quanti vogliano visitare le grigie perle dell’architettura brutalista della capitale francese, la piccola casa editrice britannica Blue Crow Media ha appena dato alle stampe una mappa — Brutalist Paris Map — che segnala, descrive e mostra i 40 luoghi simbolo della città e dei suoi dintorni.
La mappa, tra l’altro, va ad arricchire un set di piantine dedicate all’architettura di cui ho già parlato in passato, e che ora, oltre a Parigi, comprende la Berlino modernista, Mosca costruttivista, Londra art déco, Londra brutalista e Washington brutalista, andando parallelamente a dialogare anche con alcuni dei progetti dei designer di Zupagrafika.


progetto: Michel Holley, Jean Chaillet, André Martinat, Michel Proux, 1969-74
foto: Nigel Green per Blue Crow Media

progetto: Jean Renaudie e Renée Gailhoustet, 1970-72
foto: Nigel Green per Blue Crow Media

progetto: Jean Willerval, Prvoslav Popovic, 1968-73
foto: Nigel Green per Blue Crow Media

progetto: Marcel Breuer, Pier-Luigi Nervi, Bernard Zehrfuss, 1952-58
foto: Nigel Green per Blue Crow Media

progetto: Oscar Niemeyer, 1974-78
foto: Nigel Green per Blue Crow Media

progetto: Léon Azéma, 1937 (?)
foto: Nigel Green per Blue Crow Media