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Salsomaggiore in Bella Mostra: un’esposizione e una guida illustrata alla città

Ci sono luoghi che ti sembra di conoscere bene pur non essendoci mai stato, pur non avendo mai parlato con uno del posto, visto uno di quegli speciali nelle riviste o nei programmi tv. Ti sembra di conoscerli perché in qualche modo sono entrati nell’immaginario comune, nel bene o nel male, per qualche evento, personaggio, fatto storico, modo di dire. E nella tua testa, anche se hai pochi elementi—talvolta nessuno—per costruirti una sorta di mappa mentale del luogo, chissà come qualcosa si materializza comunque, quasi sempre attorno a un luogo reale o fittizio.

Per dirne una: Cogne. Di Cogne ho visto sempre e solo la famigerata casa del delitto. Tutto quel che ci sta attorno me lo sono immaginato. Mi sono immaginato gli odori della cittadina, le voci di chi ci abita, pure un “abbozzo” di clima, la sensazione del sole sulla pelle, con quel pizzico di pungente frescolino, quasi fosse sempre così, ogni giorno, congelato in un loop come in Ricomincio da capo/Il giorno della marmotta.

Guido Scarabottolo - Terme Berzieri
Guido Scarabottolo – Terme Berzieri

E questa mappa di luoghi che esistono ma che restano comunque sul confine dell’immaginario è piena di puntini, a volte messi pure nei posti sbagliati rispetto a dove sono davvero.

C’era il prete del mio paese che per ribadire il concetto “gli altri, per quanto esotici possano essere, sono come noi” diceva sempre: «mica succede solo a voi! Succede pure ai ragazzi di Mondovì, Settecà e persino a quelli di Cucullo». E noi giù a visualizzare i ragazzini di Mondovì, di Settecà e di Cucullo, che diventavano a loro volta altri puntini sulla mappa di cui parlavo prima, ed era quasi più divertente non andarli a cercare sulla cartina e tirare a indovinare (per me, ad esempio, Mondovì stava da qualche parte vicino alle Alpi, Settecà in Abruzzo e Cucullo in Sicilia—beccandone quindi uno su tre).

Joey Guidone - poggio Diana
Joey Guidone – poggio Diana

Uno di quei luoghi in cui la realtà è totalmente sfalsata rispetto al viaggio che mi sono fatto io è Salsomaggiore Terme. Per quasi trent’anni della mia vita Salsomaggiore è stato un nebuloso toponimo in cui l’unico elemento concreto era tutto il “baraccone” di Miss Italia. Per il resto, attorno all’evento tv, immaginavo una cittadina di esseri trasparenti e senza volto a bagno in larghe vasche fumanti.

Per di più, avessi dovuto puntare il dito sullo stivale se fosse spuntata fuori dal nulla una maestra per interrrogarmi—«dove sta Salsomaggiore, Sbarbati?»—avrei piazzato l’indice da qualche parte in Toscana, vicino alla Versilia. E se la maestra avesse assunto un’espressione corrucciata sarei balzato subito alla seconda opzione: Veneto, nell’interno.

Francesco Chiacchio - salone moresco
Francesco Chiacchio – salone moresco

Invece, guarda un po’, Salsomaggiore Terme sta in Emilia Romagna, in provincia di Parma. E questo cambia tutto, ovviamente, perché cambiano i suoni, i sapori, la luce, l’idea che ti fai della gente che ci abita, di che atmosfera ci sarebbe al bar…
Eppure, io che amo alla follia le guide turistiche, quelle fatte bene, a volte preferisco rimanere all’oscuro e godermi l’invenzione piuttosto che l’oggettività.

Chiariamo: ben vengano le classiche guide ma solo dei posti in cui sono già stato—per ritrovarli quando voglio rificcarmici dentro coi piedi ben immersi nei ricordi—o di quelli in cui sto per andare.
Altrimenti no, altrimenti le foto mi rovinano tutto. Io non voglio vederlo il panorama di Cucullo: ce l’ho già ben chiaro nella mia testa, e mi piace proprio perché so che è fasullo e sballato.

Giordano Poloni - mare
Giordano Poloni – mare

Ma. C’è un ma. E riguarda le guide illustrate. Perché l’illustrazione, generalmente, a differenza della fotografia, mantiene uno strettissimo rapporto con la finzione. Invece di tenerti ben attaccato coi piedi per terra, sulle strade, nelle piazze, in mezzo all’erba dei parchi, dentro alle stanze dei palazzi storici, nelle vasche delle terme, attraverso il segno ti porta via leggero a bordo dei pensieri.

E in questi anni per fortuna, complice il crollo del mercato delle guide turistiche tradizionali per merito/colpa del web, di guide illustrate—che non sono mai soltanto tali ma diventano quasi sempre un progetto d’autore—ne stanno uscendo molte.

Ad esempio i ragazzi dell’associazione culturale Tapirulan, che di illustrazione si occupano da anni (per approfondire: qua c’è un’intervista al fondatore) ne hanno realizzate tre, una su Cremona, la loro città, una sulla provincia di Cremona e ora—fresca fresca, come appena uscita da un bagno termale—una proprio su Salsomaggiore Terme.

Faber Torchio - panorama di Salso
Faber Torchio – panorama di Salso

Le illustrazioni che stai guardando vengono da lì, e l’idea è di Salsomaggiore Terme Coworking, che con il supporto delle istituzioni e dei commercianti locali ha commissionato il progetto a Tapirulan, che ha sua volta ha coinvolto ben 20 illustratori, molti dei quali già apparsi più e più volte qui su Frizzifrizzi: Davide Abbati, Maria Cecilia Azzali, Matteo Berton, Sylvie Bello, Julia Binfield, Davide Bonazzi, Federica Bordoni, Giuseppe Braghiroli, Francesco Chiacchio, Beppe Giacobbe, Joey Guidone, Simone Massoni, Umberto Mischi, Andrea Mongia, Giordano Poloni, Francesco Poroli, Alessandra Scandella, Guido Scarabottolo, Giovanni Scarduelli e Faber Torchio.

Il risultato è splendido, un mix—come si diceva—di realtà e fantasia. Che è finito pure in mostra, visto che domani inaugura l’esposizione delle tavole realizzate per il libro.

Per chi volesse visitare la mostra (che rimane aperta fino al 31 luglio), l’appuntamento è per sabato 30 aprile 2016 alle ore 18,00 presso Salsomaggiore Terme Coworking, in via Bacchelli 9, ovviamente a Salsomaggiore—quello in Emilia, non quello in Toscana :)

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Davide Bonazzi
Davide Bonazzi
Maria Cecilia Azzali - Castello di Scipione
Maria Cecilia Azzali – Castello di Scipione
Alessandra Scandella - Galileo Chini
Alessandra Scandella – Galileo Chini
Davide Abbati - stazione
Davide Abbati – stazione
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