Rappresentare una città, e dunque tutto quel che ci sta dentro (gli abitanti, i palazzi, la cultura, le abitudini, la storia ma anche il presente e il futuro), è già un’impresa mo(ooo)lto complicata quando si va a creare e scegliere un logo—vedi la mostruosa quantità di critiche, appelli e petizioni che accompagnano pressoché ogni presentazione di nuovi loghi cittadini.

Se invece al posto di un logo si prova a racchiudere lo spirito di una città dentro a un carattere tipografico… beh, auguri al type designer.
«Le lettere sono cose, non segni di cose», scriveva il leggendario Eric Gill. E progettare lettere è questione di dettagli minimi (e, si sa, lì dentro, nei dettagli, c’è il diavolo). È questione di geometria, di armonia, di elementi che non possono fare a meno gli uni degli altri altrimenti—come nell’architettura—casca tutto.
Altra citazione, stavolta del designer inglese Matthew Carter: «La tipografia è un bell’insieme di lettere e non un insieme di belle lettere».

E se non si può dire che siano riusciti tutti nell’intento, non completamente almeno, c’è da complimentarsi per il coraggio dei designer e degli studi creativi che hanno partecipato a un’iniziativa come Citype, nata per dare a ogni città il suo font.

Amsterdam - designer: Jarrik Muller

Amsterdam – designer: Jarrik Muller

Amsterdam - designer: Jarrik Muller

Amsterdam – designer: Jarrik Muller

L’idea è del designer olandese Jarrik Muller, che ispirandosi alle facciate delle case di Amsterdam ha progettato un font dedicato alla città. Poi Muller ha deciso di allargare la partecipazione e pian piano si sono aggiunti e si stanno ancora aggiungendo puntini sulla mappa e font (che tra l’altro si possono scaricare tutti gratuitamente).
Su Citype ogni città ha una sua pagina, con esempi del carattere tipografico creato, un profilo del designer o dello studio che c’è dietro e una piccola scheda in cui ciascuno racconta il luogo e i suoi posti preferiti.

L’aspetto più interessante dell’intero progetto, però, è vedere da dove sono arrivati gli spunti per realizzare il font: per quanto riguarda Milan, ad esempio, il designer Marco Oggian (che secondo me ha fatto un gran bel lavoro) è partito dai Navigli e dal suo amore per l’acqua.
London invece arriva dal lettering dipinto a mano tipico della segnaletica orizzontale delle strade di Londra; Montevideo dall’anima liberty della città e dai suoi marciapiedi; Buenos Aires dal dinamismo di una città fatta di estremi che convivono.

E ancora: Hemsedal (cittadina norvegese) dalle segherie e dai taglialegna; la vicina Bergen, dal pessimo clima, ha le a, le g e le o fatte a ombrello; a Groningen, nei Paesi Bassi, vanno tutti in bici e l’ispirazione arriva da lì; mentre per Helsinki lo spunto viene addirittura dall’iscrizione di un monumento ai caduti.

Milan - designer: Marco Oggian

Milan – designer: Marco Oggian

Milan - designer: Marco Oggian

Milan – designer: Marco Oggian

London - designer: Freddy Taylor

London – designer: Freddy Taylor

London - designer: Freddy Taylor

London – designer: Freddy Taylor

Montevideo - designer: Atolón de Mororoa

Montevideo – designer: Atolón de Mororoa

Montevideo - designer: Atolón de Mororoa

Montevideo – designer: Atolón de Mororoa

Buenos Aires - designer: Los Caballos

Buenos Aires – designer: Los Caballos

Buenos Aires - designer: Los Caballos

Buenos Aires – designer: Los Caballos

Helsinki - designer: Jon Arne Berg

Helsinki – designer: Jon Arne Berg

Helsinki - designer: Jon Arne Berg

Helsinki – designer: Jon Arne Berg

Bergen - designer: Hort

Bergen – designer: Hort

Bergen - designer: Hort

Bergen – designer: Hort

Groningen - designer: Subform

Groningen – designer: Subform

Groningen - designer: Subform

Groningen – designer: Subform

Hemsedal - designer: Jeffrey Bowman

Hemsedal – designer: Jeffrey Bowman

Hemsedal - designer: Jeffrey Bowman

Hemsedal – designer: Jeffrey Bowman