C’è tutta una fascia di mercato, in special modo quella dei nuovi artigiani, dei designer indipendenti, di chi da anni scommette sull’autoproduzione e progetta, realizza, comunica e distribuisce da solo i propri prodotti, oppure tutti quei marchi esordienti che lottano per emergere, gli ex-studenti che diventano imprenditori di sé stessi… — c’è tutta una fascia di mercato, dicevo, che per mancanza di possibilità economiche spesso e volentieri non arriva neppure agli occhi e agli orecchi del loro potenziale pubblico, tagliata fuori dai grandi circuiti, dalle fiere, ma al contempo inadatta a quelle occasioni espositive che per respiro, ambizioni e idee sono al livello dei mercatini delle sagre paesane.

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Ché tra Pitti, White, Salone del Mobile e affini da una parte e le bancarelle alla Festa della Trippa c’è un intero mondo, pieno di fermento, di abiti-accessori-mobili-oggetti fatti come si deve e progettati altrettanto bene; c’è un mondo di storie, e di protagonisti che non vedono l’ora di avere l’occasione di raccontarle direttamente a un pubblico interessato e capace di recepirle.

Ed è proprio a questo pubblico e a questi produttori, artigiani, designer, maker che si rivolge OPUS, mostra mercato di moda e design che si terrà il 23 e il 24 maggio prossimi nel pieno centro di Vicenza, in Piazza delle Erbe.

Dopo una prima edizione — tenutasi nel dicembre del 2013 a Schio, in provincia di Vicenza — organizzata da Daniele Cazzola e Mariella Tedesco di Daamstudio (ci vogliono dei designer, dopotutto, per capire le esigenze di altri designer) OPUS arriva alla seconda edizione, conquistando un nuovo spazio, più visibilità, e la collaborazione di Francesca Arrigo dell’agenzia di comunicazione Hoodooh.

Del come, del perché e delle novità rispetto alla scorsa edizione ne parlo coi tre organizzatori/curatori, che sono riuscito a bloccare per qualche decina di minuti durante i ferventi preparativi dell’evento.

* * *

Partiamo dall’inizio. OPUS cos’è? E soprattutto, OPUS perché?

Mariella: OPUS è nato come costola di Pulsart, una manifestazione artistica nata e cresciuta all’interno del Comune di Schio (Vi), all’interno della quale avevamo creato uno spazio destinato alla creatività giovane, dove esponevano designer di vario tipo, dagli illustratori, agli artigiani, ai fashion designer in erba…
Diciamo che quella che era inizialmente una piccola realtà nel tempo è cresciuta e abbiamo sentito l’esigenza di creare uno spazio a sé stante al di fuori del contesto del Festival.

Daniele: OPUS perché significa “opera” ed è proprio dedicato a chi fa cose, le crea con le proprie mani o i propri mezzi.

l'edizione 2013 di OPUS — foto di Morris Anthony Vincent

l’edizione 2013 di OPUS — foto di Morris Anthony Vincent

Questa è la seconda edizione, che rispetto alla prima si allarga in quanto a spazi, tempi e visibilità, giusto?

Francesca: sì giustissimo! Visto il successo della prima edizione, in cui 600 persone sono passate a trovarci nell’arco di un’unica giornata, abbiamo pensato di provare a spostarci in una piazza più grande e più visibile. Abbiamo quindi scelto Vicenza, abbiamo allungato la durata della manifestazione da uno a due giorni e abbiamo deciso di provare con un’edizione primaverile all’aperto (e speriamo che il tempo ce la mandi buona!).

l'edizione 2013 di OPUS — foto di Morris Anthony Vincent

l’edizione 2013 di OPUS — foto di Morris Anthony Vincent

Incrocio le dita anche io…
“Mostra mercato di moda e design”, così dice il manifesto di OPUS. Dove va a collocarsi quest’appuntamento nel panorama di quelli che già animano il territorio italiano?

Mariella: mi rendo conto che in questo momento stanno fiorendo in tutto il territorio manifestazioni di questo tipo. Diciamo che noi abbiamo iniziato ad interessarci del “nuovo artigianato” in tempi non sospetti, nel senso che questo nuovo filone era agli inizi e noi, all’interno di Pulsart, ci stavamo accorgendo di tutto ciò.
È stato in seguito che abbiamo sentito l’esigenza di creare un appuntamento vero e proprio all’interno del “nostro” territorio, parlo del vicentino, territorio ancora vergine rispetto queste iniziative.

Daniele: ora speriamo di distinguerci come evento che non mira semplicemente all’esposizione dei manufatti dei designer o dei makers, ma di dare visibilità a quelli tra di loro che si distinguono per innovazione e stile.

l'edizione 2013 di OPUS — foto di Morris Anthony Vincent

l’edizione 2013 di OPUS — foto di Morris Anthony Vincent

Quindi un punto di riferimento importante per il Territorio — con la T maiuscola, cioè quello in cui vi trovate a vivere e lavorare — ma, aggiungo io, anche per i designer italiani in generale visto che saranno loro, poi, i protagonisti di OPUS.

Francesca: certo! Saranno ovviamente loro i protagonisti di OPUS. Noi siamo molto legati al nostro territorio ma abbiamo sempre avuto uno sguardo rivolto verso l’esterno. Per questo motivo i designer che parteciperanno e hanno partecipato non provengono esclusivamente dal Veneto. Cerchiamo di fare del nostro meglio per far sì che l’evento diventi un punto di riferimento anche per chi viene da fuori: l’edizione precedente ha visto la partecipazione di alcune realtà della vostra Emilia Romagna, quest’anno invece abbiamo anche Lombardia, Piemonte e Trentino Alto Adige!

A proposito dei designer: come li avete scelti? Dovevano avere qualche requisito particolare?

Francesca: sì…devono saperci stupire! I partecipanti ad OPUS vengono selezionati per l’unicità e la sperimentazione delle loro creazioni. Cerchiamo di premiare chi crea con gusto, stile e artigianalità adeguata: una combinazione non sempre semplice da trovare.

l'edizione 2013 di OPUS — foto di Morris Anthony Vincent

l’edizione 2013 di OPUS — foto di Morris Anthony Vincent

Oltre all’open call [lanciata lo scorso marzo] ne avete anche invitati direttamente voi?

Francesca: sono tutti designer che ci hanno contattato tramite la call. Alcuni hanno già partecipato alla prima edizione di OPUS e abbiamo voluto riconfermarli.

Nella prima edizione c’era pure spazio per artisti emergenti. Ci sarà anche quest’anno?

Francesca: lo Spazio Shed, quello della prima edizione, si prestava decisamente ad ospitare anche una mostra dedicata ad artisti emergenti. A maggio invece saremo in una piazza aperta e quindi logisticamente sarebbe stato difficile allestire qualcosa. Però abbiamo aperto le selezioni anche ad alcuni illustratori.

[Illustratori di cui so già i nomi ma che posso rivelare: però assicuro che sono bravi!]

Mariella: aggiungiamo anche che l’illustrazione si sposa di più col concetto di arte attinente al mondo dei “maker” rispetto all’arte tout court, quindi preferiamo anche in futuro concentrarci su queste forme di espressione. Ma mai dire mai.

l'edizione 2013 di OPUS — foto di Morris Anthony Vincent

l’edizione 2013 di OPUS — foto di Morris Anthony Vincent

Se doveste parlare di quello che offre in Italia la scena del design indipendente, del nuovo artigianato, dei maker, prendendo spunto da ciò che fanno i 25 che avete selezionato, come la descrivereste?

Mariella: beh diremmo che la scena si presenta assolutamente interessante, offre un panorama positivo del nostro paese, ci sono un sacco di giovani e non, con belle idee, voglia e capacità di fare.
Visto da questo punto di vista in nostro paese non sembra così stantio come invece viene descritto dai giornali o dalle tv. Ma il nostro forse è un punto di vista privilegiato!

Daniele: bisognerebbe che anche le realtà imprenditoriali, importanti e meno, si accorgessero di questo fermento e iniziassero ad investire seriamente su di esso, perché potrebbe trasformarsi facilmente in una risorsa da sfruttare. Stare nel circuito indipendente dà sicuramente soddisfazioni e regala libertà di agire, però non sempre ti fa “portare a casa la pagnotta”, per così dire….

l'edizione 2013 di OPUS — foto di OPUS

l’edizione 2013 di OPUS — foto di OPUS

D’accordissimo con voi. E proprio per questo, ben vengano progetti come OPUS, che tra l’altro riempiono un vuoto.
Giusto qualche settimana fa, i miei studenti di Moda allo Iuav mi chiedevano se oltre a Pitti, White e compagnia bella — per un esordiente davvero troppo costosi — ci fossero altre opportunità per chi, come loro, presto potrebbe avere un proprio marchio.
E invece di solito si passa, appunto, dai mercatini di paese alle grandi fiere.

Mariella: infatti mancano sempre le cosiddette “vie di mezzo”… di qualità però.

Francesca: adesso sai che puoi indicare loro OPUS!

l'edizione 2013 di OPUS — foto di Morris Anthony Vincent

l’edizione 2013 di OPUS — foto di Morris Anthony Vincent

Mettetevi dalla parte del visitatore. Arriverà a Vicenza, in piazza delle Erbe, il 23 e 24 maggio e troverà…

Francesca: intanto si troverà in una delle più belle piazze di Vicenza, non sarà Piazza dei Signori ma vi possiamo assicurare che Piazza delle Erbe è davvero molto suggestiva.
Chi verrà ad OPUS per dare un’occhiata avrà l’imbarazzo della scelta: non ci siamo limitati all’abbigliamento o agli accessori, ma abbiamo spaziato tra home decor, illustratori e artigiani.
Sabato rimarremo aperti anche la sera, almeno fino alle 22, perchè il centro storico sarà animato da un altro evento molto bello organizzato da Roccolo Eventi (un gruppo con cui stiamo collaborando: 4 ragazzi con tanta energia da sembrare in 50). L’evento si chiama Le MilleArti e una notte.
Insomma vorremmo far respirare alla città e al nostro pubblico un’atmosfera ricca di creatività in cui non mancherà il divertimento e ovviamente la musica.

l'edizione 2013 di OPUS — foto di Morris Anthony Vincent

l’edizione 2013 di OPUS — foto di Morris Anthony Vincent

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