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Save the date | #TICTIG: tutti i colori tranne il grigio

12.500 case, 200 chiese, 1500 notai ma solo 6 trombettieri. 28 medici, 120 chirurghi, 70 maestri elementari, 300 forni per il pane, 440 macellai, 18 pescatori (di lago) e 150 albergatori (ché airbnb era ancora là da venire).

Questa, a fine XIII secolo, era Milano. Raccontata con dovizia di particolari e in tono esaltatorio in De Magnalibus urbis Mediolani da Bonvesin de la Riva, uno dei più vivaci commentatori della vita politica, sociale, economica e religiosa milanese dell’epoca. Vissuto a cavallo tra il 1200 e il 1300, fu autore di numerose opere in prosa e in versi, sia in latino che nel volgare lombardo.

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Una Milano, quella del De Magnalibus, che ovviamente non esiste più. Ma che nell’anno dell’Expo, il mega-evento che dovrebbe (e sottolineo dovrebbe) catapultare la città nel futuro, una mostra come #TICTIG — acronimo che sta per Tutti I Colori Tranne Il Grigio — decide di esaltarne il passato raccontandolo però attraverso le opere di 20 tra i più interessanti illustratori contemporanei, milanesi di nascita o d’adozione, che hanno interpretato ciascuno a modo loro i luoghi, i simboli e la caterva di informazioni fornite da Bonvesin nel suo libro, andato tra l’altro perduto per una manciata di secoli e poi ritrovato a Madrid a fine ‘800.

Dall’ingresso in città dei carri di ciliegie (de la Riva parlava di ben 60 carri, che in estate arrivavano dai campi attorno Milano), ai ben 51 fiumi (il Bonvesin qua ha forse un tantino esagerato), dalle statistiche su abitanti e mestieri ai campanili delle chiese, dai macellai alle verdure, dal trasporto del legno lungo i corsi d’acqua ai mille pesci che arrivavano sulle tavole: hanno prestato i loro pennelli, le loro matite, i loro mouse e le loro tavolette grafiche artisti del calibro di Giacomo Bagnara, Elyron, Luca Font, Giacomo Gambineri, Marco Goran Romano, Libero Gozzini, Roberta Maddalena, Simone Massoni, Sarah Mazzetti, Davide Mottes, Francesco Muzzi, Gio Pastori, Tai Pera, Giordano Poloni, Emiliano Ponzi, Francesco Poroli, Jacopo Rosati, Paola Sala e Andrea Bozzo.

E insieme a loro — come se non bastassero già cotanti talenti — anche gli allievi del MiMaster che, coordinati da Ivan Canu, hanno immaginato delle etichette in stile “bonvesiniano” per i vini della cantina.

La mostra è promossa da Casa Testori e a cura di un comitato di “pesi massimi” formato dallo scrittore Luca Doninelli, grande conoscitore dell’opera del Bonvesin, dal pluripremiato art director di IL Francesco Franchi, dall’art director di Vita Matteo Riva, che ho avuto l’onore di intervistare qualche mese fa, da Francesca Vargiu e Mario Abruzzese, fondatori dello studio di design kick.office, da Giuseppe Frangi, presidente dell’Associazione Giovanni Testori, dal designer Massimiliano Frangi e dal trio di Nurant Magazine, Nicola Iannibello, Sergio Caruso e Sonia Mion.

QUANDO: 15 febbraio — 19 aprile 2015
OPENING: 14 febbraio | 18,30
DOVE: Casa Testori | l.go Angelo Testori 13, Novate Milanese (Mi) | mappa | fb

Giacomo Bagnara
Giacomo Bagnara
Francesco Poroli
Francesco Poroli
Giordano Poloni
Giordano Poloni
Jacopo Rosati
Jacopo Rosati
Giacomo Gambineri
Giacomo Gambineri
Gio Pastori
Gio Pastori
DavideMottes
Luca Font
Luca Font
FrancescoMuzzi
Francesco Muzzi
EmilianoPonzi
Emiliano Ponzi
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