Making a Splash, poesia della macchia: un volume celebra il graphic design “fluido”

Pennellate, macchie di vernice, secchiate di colore, colature à la Pollock, sbavature, ditate, bruciature, scioglievolezze.
La poetica del (apparente) disordine in un libro che celebra il graphic design “macchiato”, quello che anche quando viene realizzato con pennelli rigorosamente digitali acquista una dimensione tattile solitamente sconosciuta alla progettazione grafica dall’approccio più razionale e modernista.

Making a Splash, appena pubblicato da viction:ary, editore di base a Hong Kong specializzato in libri sulle arti visive (lo stesso, tra l’altro, che poche settimane fa ha lanciato una serie di guide turistiche scritte da creativi del posto), è una celebrazione del “design fluido”, che raccoglie sia opere nate come progetti personali che lavori su commissione, realizzate su svariati supporti, dalla carta all’abbigliamento, dal web al packaging, in oltre 250 pagine di (ben controllato) delirio visivo.

making-a-splash_c_01

making-a-splash_c_04

making-a-splash_c_05

making-a-splash_s_01

making-a-splash_s_02

making-a-splash_s_03

making-a-splash_s_04

making-a-splash_s_05

making-a-splash_s_06

making-a-splash_s_07

making-a-splash_s_08

making-a-splash_s_09

making-a-splash_s_10

making-a-splash_s_11

making-a-splash_s_12

making-a-splash_s_13

making-a-splash_s_14

making-a-splash_c_03

Altre storie
Crack, il quarto volume dell’Opera Omnia di Maicol & Mirco