Passare ore davanti a cose belle e gratis? La nostra rubrica Tesori d'archivio è la soluzione.

Save the date | La via della lana

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Quando parliamo di moda il primo pensiero va alle riviste patinate. Ovvero quella moda pop-ular e mainstream che di profondo ha ben poco. La moda è anche quella delle riviste ma non è solo quella delle riviste. La moda è un fenomeno complesso, un sistema articolato che va ben oltre la facciata: i più ne conoscono solo una piccolissima parte. O forse anche la maggior parte di quelli che ci stanno dentro non la conoscono poi tutta.

Alla fine di questi primi quattro mesi di studio magistrale allo Iuav sono arrivata a convincermi che la moda è troppo giovane, come argomento di studi, per poterne dare una definizione netta, precisa e inequivocabile. La immagino simile ad un albero: ne vedi il fusto, la chioma, le foglie secche, i fiori e i frutti ma non le radici. Non sai mai dove sono arrivate le radici di un albero.

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Prendiamo un abito di Alta Moda. Ciò che tutti sappiamo (o almeno crediamo di sapere) è che c’è un creativo, o un designer, o uno stilista, o un couturier, o un sarto che “crea l’abito”, lo disegna, ne sceglie i colori e i tessuti, lo realizza, lo fa sfilare. E la celebrity di turno lo indossa rendendolo famoso.
Forse per qualcuno funziona (o ha funzionato) così.

In realtà il sistema è più complicato. C’è un ufficio stile, con un direttore creativo che dà gli input e al tempo stesso c’è un ufficio acquisti con un buyer che contratta e collabora con i “creativi” e insieme, dirigenti permettendo, danno vita al capo, o per meglio dire, ai capi della collezione.
In questo tête-à-tête si inseriscono un numero concreto e importante di attori che hanno un ruolo fondamentale nel sistema-moda: i fornitori. Quindi cerniere, bottoni, fodere, tessuti. Soprattutto i tessuti, da sempre fiore all’occhiello della moda italiana.

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Nel nostro paese la manifattura tessile è stata una costante, anche quando la Penisola era divisa in un patchwork di regni e ducati. Ogni regione, ogni provincia, aveva nel suo piccolo una filiera tessile, o una sua parte.
Il Lanificio Paoletti, ad esempio, ha una storia bicentenaria legata alla lana e già a fine Settecento/inizio Ottocento produceva filati e tessuti.

Siamo a Follina, piccolo comune della provincia trevigiana. Già il nome la dice lunga: Follina infatti deriva da follatura, l’operazione di finissaggio dei tessuti di lana che consente di compattare il tessuto attraverso l’infeltrimento.

Follina, vista del Lanificio Paoletti in una foto d'epoca
Follina, vista del Lanificio Paoletti in una foto d’epoca

Giallo zafferano e rosso pompeiano sono i due colori che incontri all’ingresso, una volta varcate le porte dell’azienda. Lì il tempo si ferma, si viene invasi dai ricordi (che mi portano a un altro cortile, un po’ più piccolo, un po’ più a Sud, e un altro giallo, quello caldo del sole, quando ogni anno, d’estate, arrivava il momento di occuparsi della lana ma non quella da filare: era il momento di “sprimacciare e cardare” la lana del materasso).

La storia del Lanificio Paoletti è una storia di grandissima attenzione alla qualità della produzione (ma anche alla sperimentazione) e alla scelta delle lane, all’origine della materia prima, magari autoctona — come nel caso della lana dell’Alpago riscoperta da Paoletti in un’attività di recupero di quello che è il proprio archivio, un vero e proprio viaggio indietro nel tempo raccogliendo voci e ricordi di chi ha lavorato in azienda, andando a ripescare i cataloghi e gli elenchi degli ordini del lanificio dalla fine del Settecento a oggi. Un recupero che è tutela e rispetto. Sia per l’azienda stessa che per il territorio in cui è nata e cresciuta.

laviadellalana_2E giallo zafferano è anche il colore del sito de La Via della Lana, l’evento che si svolgerà dal 6 al 9 giugno prossimi presso il Lanificio Paoletti di Follina, La via della Lana.
Questo non è passato, è realtà. Realtà produttiva italiana contemporanea. In un’Italia che non produce, che disloca all’estero la propria manifattura per risparmiare, qui, in un piccolo paesino di 4007 abitanti si collabora, si coopera per recuperare la memoria e valorizzare l’identità di quelle comunità che lo popolano.

Un evento distribuito su quattro giornate e che va ben oltre la “fiera della pecora” a cui alcuni potrebbero pensare. Qua si tratta di mostrare la filiera produttiva (corta), la catena di saperi e manualità, dal pascolo, alla tosatura, dal lavaggio della lana vergine fino alla cardatura, al rimaglio e alla follatura, passando per i sapori e i profumi dei prodotti che questa filiera genera.

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La Via della Lana è una proposta di viaggio, dentro a un’identità e a una comunità, dentro alla memoria storica e agli antichi saperi, dentro alla gente che ha legato la propria vita alla lana, gente che ogni mattina si alza per andare a lavoro innanzitutto perché quel lavoro lo ama.

Ed è anche la dimostrazione che quel modello virtuoso tanto auspicato da Henry Etzkowitz e Loet Leydesdorff, quella utopica tripla elica che dovrebbe unire stato, mercato e università, non è poi così irraggiungibile visto che il Lanificio Paoletti ha attivato una collaborazione con l’Università IUAV di Venezia proprio per recuperare nel migliore dei modi il proprio archivio e poterlo poi condividere con le nuove generazioni, affidandosi a chi la moda la studia andando oltre la facciata, con passione, ogni giorno.

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I primi risultati di questa collaborazione li vedremo sabato 7 giugno, durante la conferenza/incontro dal titolo Lana: dalla materia antica al design contemporaneo. E sempre sabato Natalina, figura quasi mitologica all’interno del lanificio, fermerà su tessuto i pensieri e le parole degli studenti di moda dello IUAV che sull’archivio Paoletti hanno lavorato.

Cultura, arte, moda, design, enogastronomia, quante cose, e quante idee, può generare un fiocco di lana. Incredibile.
Il futuro, per qualcuno, è artigiano. Il futuro — e soprattutto il presente — è artigiano non perché usa le mani per dare forma alle idee quanto piuttosto perché si preoccupa di tutelare il lavoro e ne riconosce il valore.

QUANDO: 6 — 9 giugno 2014
DOVE: Lanificio Paoletti | via Cartiera 2, Follina (TV) | mappa

immagini via La Via della Lana

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