Bisticci | Fattura

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Ho chiuso il 2013 con un piccolo invito mainstream al non farsi stufare, voglio aprire il 2014 cercando di evitare che si passi però dalla padella nella brace. E questa introduzione, fidatevi, non è messa soltanto in allusione al terzo significato, quello culinario, con cui si può giocare parlando di stufe e stufati, bensì perché davvero mi aspetto molto da voi/noi, quindi mi sembra giusto insistere.

Le figure retoriche, se ci pensate bene, sono proprio quelle costruzioni comunicative della lingua che, in forma orale o scritta, cercano di supportare un discorso suggerendo a chi ascolta o legge, un’immagine che possa aiutarlo a comprendere meglio il significato. Non a caso la retorica è l’arte del parlar bene, e ha come scopo la persuasione. Non a caso qui in Italia siamo maestri del bisticcio, figura retorica basata sul doppio/triplo senso, il sottinteso, in qualche maniera l’inganno.

Dopo tutta sta teoria, dove vorrò mai parare? In una polemica, ovviamente.
Perché mi sono rotto definitivamente il c**** (turpiloquio, anch’esso una figura retorica) di quelli che chiamano sciopero fiscale l’evasione, e dicono che sono troppo alte le tasse che tanto non pagano.
Già! Perché va bene giocare con le parole, come facciamo noi, ma giocare con il resto del Paese forse è un tantino esagerato, non credete? Siete voi, ciarlatani di ieri, di oggi e di domani, il bersaglio della mia retorica di inizio anno, voi che parlate di Padri della Patria ma vi interessano solo gli Amici degli Amici, voi che parlate di Padri della Patria ma siete solo dei Figli di (turpiloquio)!

Siete voi quelli che avete bisogno di più fatture. Noi pure, ma quello è un discorso molto più serio.

autore della rubrica “Bisticci”

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