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banku mind the beat

Banku – Mind the beat

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È da tantissimo tempo che manco, che dico: “devo scrivere quel pezzo, devo parlare di questa figata”, ma per una ragione o per l’altra le cose sono andate diversamente e, sinceramente sono in quella tipica fase da fregna post trenta che ti frulla senza che nemmeno uno se ne accorga. L’unica costante di questo passaggio è la passione per la musica. Sì, ognuno ha le sue e io con quella mi sento a posto. Questo è il motivo per cui ritorno parlando di un ep.

Banku / Claudio, italiano di nascita ma ora di base a Londra, ha appena lanciato il suo ep, Mind the Beat, uscito sull’etichetta Basilar Records (tra gli artisti trovate anche lui – Diarmo – metti caso che oggi siete in vena di novità).

Partiamo con i pezzi.

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Li avete ascoltati almeno un paio di volte?

Le quattro tracce definiscono i confini entro cui lavora Claudio, anche se è sempre difficile capire fino a che punto questi possano essere considerati confini o limiti, dipende da come la prendete.

Il background è quello della maggior parte delle persone che ascolta musica elettronica oggi: derivazioni techno, un po’ di house, reminescenze di jungle e d’n’b. Così da un lato vi ritrovate ad ascoltare un pezzo che può farvi venire in mente qualche suono dei BreakBeat Era, poi uno che vi potrebbe far ricordare i primi singoli dei Mount Kimbie. Potrei ricominciare con la mia teoria secondo cui è impossibile definire i generi musicali al millimetro visto che la contaminazione musicale c’è sempre stata e sempre ci sarà, ma evito di filosofeggiare.

Quest’ep mi sembra un bel modo di ri-presentarsi al mondo, ovvero far vedere tutto quello che uno può fare, essere versatile; sarei curiosa di vedere in che direzione andrà, perché alla fine dei conti, uno dovrà comunque scegliere.

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