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I migliori 15 dischi italiani usciti nel 2012, di Stefano Fiz Bottura

Stefano Fiz Bottura è nato e vive a Milano, ma è cresciuto a Vaprio d’Adda, in provincia, e questa cosa nel bene e nel male non gliela toglie nessuno.
Un passato da writer e parecchi muri e treni dipinti (ma erano gli anni ’90) e una laurea in Design al Politecnico di Milano. Oggi è direttore di ROCKIT. Ha inventato e organizza il MI AMI, uno tra i principali festival musicali in Italia. E’ stato uno dei colpevoli di Aiuola Dischi. È coautore con Matteo Remitti di Giovanni Lindo Ferretti: canzoni, preghiere, parole, opere, omissioni (Arcana, 2010). Con la sua Better Days fa anche il grafico (dopo aver lavorato con e per Universal Music France, Edizioni Zero, ENT design Paris, Artclair Edition Paris, Studio Manolibera Milano). Perchè non bastava ha deciso di iniziare una nuova matta avventura/progetto che è la GALLERIA DISASTRO. Ma soprattutto, ed è la cosa più importante: quando riesce va a pesca, disegna, gira in Vespa e cerca di prendere aerei e treni il più spesso possibile.

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Bianco
Storia del futuro

15. Perché c’è? Chi lo sa. Ma c’è.[/wpcol_1third] [wpcol_1third id=”” class=”” style=””]

Drink to Me
S

14. Soundtrack per discoteche cosmiche, con gli occhi che brillano e le labbra strette.[/wpcol_1third] [wpcol_1third_end id=”” class=”” style=””]

Girless & The Orphan
Nothing To Be Worried About Except Everything But You

13. I ragazzini folk-punk-rocker quando si innamorano.[/wpcol_1third_end] [wpcol_1third id=”” class=”” style=””]

Cosmetic
Conquiste

12. Rieccoli, con le loro filastrocche shoegaze, con le loro chitarre e i loro testi bellissimi. La cura si sente già, anche se non si esce dagli anni ’90. D’altronde ci dimenticheremo tutto prima o poi.[/wpcol_1third] [wpcol_1third id=”” class=”” style=””]

Paletti
Dominus

11. Una persona sincera e un talento genuino. E 5 canzoni che mettono allegria.[/wpcol_1third] [wpcol_1third_end id=”” class=”” style=””]

Herself
Herself

10. Riservato, raffinato e poetico. Come la perla racchiusa sul fondo di un deserto che non scoprirai mai, se non in sogno. Che eleganza.[/wpcol_1third_end] [wpcol_1third id=”” class=”” style=””]

Nicolò Carnesi
Gli eroi non escono il sabato

9. Sembra svagato insicuro e distratto, ma è lucidissimo e ha piglio deciso. Esistenzialismo pop. Una delle scoperte&scommesse di Rockit.[/wpcol_1third] [wpcol_1third id=”” class=”” style=””]

Vadoinmessico
Archaeology of the future

8. Italiani naturalizzati inglesi e/o viceversa. I Vampire Weekend alla matriciana. Spettacolo.[/wpcol_1third] [wpcol_1third_end id=”” class=”” style=””]

Saluti da saturno
Valdazze

7. Un carillon, un teatrino sospeso pieno di magia.[/wpcol_1third_end] [wpcol_1third id=”” class=”” style=””]

Fine before you came
Ormai

6. Tutta la voglia di urlarlo in faccia al vuoto che c’è. Sempre. Come i pugni in tasca sui binari vuoti. Anche se non è un capolavoro come il precedente Sfortuna, basta a far capire perchè i FBYC sono il gruppo più influente e clonato della scena.[/wpcol_1third] [wpcol_1third id=”” class=”” style=””]

The please
Bitter gospels along the riverside

5. Gli Alt J e gli Arcade Fire, tornati giovani e umani, che fanno il bagno insieme all’Adda. Brividi.[/wpcol_1third] [wpcol_1third_end id=”” class=”” style=””]

Tre allegri Ragazzi Morti
Nel giardino dei fantasmi

4. Il disco di fantafolk sciamanico di cui più sentivo il bisogno. Come sempre, da 15 anni a questa parte: un esorcismo, una preghiera, una magia senza fine.[/wpcol_1third_end] [wpcol_1third id=”” class=”” style=””]

Rancore & DjMyke
Silenzio

3. Rap d’autore, cioè il rap cuore&cervello come dovrebbe essere sempre: poesie urbane su metrica a orologeria su basi potentissime. L’equilibrio perfetto.[/wpcol_1third] [wpcol_1third id=”” class=”” style=””]

Iori’s Eye
Double Soul

2. Sì, è un disco italiano. La colonna sonora perfetta per girare con il cuore in gola per le strade di qualsiasi metropoli occidentale. A voi scegliere. A voi perdere e perdervi.[/wpcol_1third] [wpcol_1third_end id=”” class=”” style=””]

Dimartino
Sarebbe bello non lasciarsi mai

1. Dimartino centra il disco (e il titolo) della vita: 11 canzoni una più bella dell’altra e bellissime tutte insieme. Sarà vero che ogni tanto è utile, se il risultato è questo. Anche se io non parlo mai. Disco dell’anno.[/wpcol_1third_end]

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