WOW/CRACY: il crowd funding del fashion design

La lettera di F.D. ha aperto un mondo. Un mondo che nel settore del fashion design tutti conoscono (soprattutto perché quasi tutti ci vivono dentro) ma di cui finora si era soliti parlare soltanto in privato, un po’ per pudore, un po’ per rassegnazione, un po’ per la sempre valida (ma spesso assurda) teoria de “i panni sporchi si lavano in casa”. Ma a giudicare dai likes – mai visti così tanti da queste parti – e dai tweet, dai commenti e dalle mail ricevute, quel pensiero sotterraneo comune a qualsiasi giovane imprenditore che lavora nel settore e s’arrabatta per emergere, far tornare i conti, districarsi tra i mille bastoni che tutto un bestiario di personaggi – squali, volpi, cicale, pavoni, pachidermi, vipere e parassiti –  provvedono regolarmente a mettere tra le ruote, andava pubblicato subito. Anzi prima, se solo qualcuno si fosse preso la briga di mettersi a scrivere.

Ma visto che a criticare sono buoni tutti, e a cliccare un tasto del mouse ancora di più, abbiamo deciso di dare spazio a tutte quelle testimonianze, idee, progetti che vadano invece a costituire la pars construens del discorso. Abbiamo iniziato da Chiara e dalla sua Strategia della sardina e presto ne pubblicheremo altre, ispirate magari da uno delle decine di commenti e reazioni nate proprio dal post che ha scatenato questo magnifico fermento.

Visto che nella vita niente capita mai per caso, sembra provvidenziale l’arrivo sulla scena di un nuovo attore, che ha i tutti i presupposti per ritagliarsi un ruolo da protagonista nella ristretta nicchia di (vere) opportunità per i giovani fashion designers. Si chiama WOW/CRACY ed è una piattaforma di crowd funding specializzata nel settore moda.

Per i digiuni di web-economy spiego subito in cosa consiste il crowd funding (per approfondire consiglio Wikipedia): si tratta di una forma di finanziamento collettivo grazie alla quale chi ha un progetto ma non hai mezzi economici per realizzarlo può chiedere, attraverso siti specializzati (uno su tutti Kickstarter, il più celebre), un contributo da parte degli utenti, presentando loro l’idea, il modo in cui si intende realizzarla ed offrendo in cambio del denaro investito una parte di quello per cui sta chiedendo il finanziamento.
Più semplice a farsi che a dirsi: hai in progetto di fare un nuovo magazine sul calcio femminile? Inizi con il realizzare un bozza, cerchi di valutare quale sarà la spesa finale, scatti foto, magari fai pure un video di presentazione, ti iscrivi ad una delle varie piattaforme di crowd funding, inserisci tutto il materiale e crei diversi tipi di offerte/scambi. Per 20$ una copia del magazine e una lettera di ringraziamento. Per 50$ tre copie ed un poster originale. Per 200$ tre copie, il poster, una t-shirt in edizione limitata ed il nome del finanziatore nel colophon e via così.
Se sei bravo a promuoverti e la tua idea è valida probabilmente riuscirai a raccogliere tutto il denaro che ti serve (o, come in alcuni casi, molto di più). Altrimenti – pazienza! – significa che la selezione naturale (a torto o a ragione) non ha ritenuto il tuo progetto degno di nota.

Finora in Italia questa tipologia di finanziamento non ha avuto grande successo ma pian piano le proverbiali acque si stanno smuovendo (segui @crowdfunding_it per le news sul fenomeno) e pure se siamo ancora lontani – come in mille altre cose – dai paesi anglosassoni anche il nostro Paese inizia ad offrire opportunità interessanti, tra cui appunto WOW/CRACY.

Le armi vincenti di questa nuova realtà sono tre: innanzitutto i fondatori, giovanissimi ma altrettanto determinati, che ho avuto modo di conoscere appena qualche giorno fa. Un incontro fortemente voluto principalmente per assicurarmi della qualità e della bontà del progetto. Qui su Frizzifrizzi il fermento sull’argomento finanziamenti per piccoli brands è tale che l’ultima cosa che vorrei è presentare ad un pubblico affamato di opportunità e vie di fuga dagli ostacoli soffocanti del Sistema Moda uno specchietto per le allodole.
Lucas Vigliocco, Alessia Casagrande, Andrea Gulisano e Marco Torello hanno iniziato a lavorare al loro progetto lo scorso dicembre, a Torino. Dopo un periodo di analisi ed avvalendosi anche della consulenza di una realtà affermata come Studiolabo, i quattro sono riusciti a coinvolgere nella loro impresa anche il Politecnico di Torino ed il MIT, e a ricevere il finanziamento di un business angel (quei rari personaggi che quando vedono potenzialità aprono il portafogli).

Seconda arma vincente è il rivolgersi ad un settore ben preciso, la moda appunto. Con un target di riferimento – a livello di pubblico, di aziende, di media, di potenziali utenti/finanziatori – già ben delineato, che necessita quindi di sforzi di comunicazione più mirati ma sicuramente ridotti rispetto ad una piattaforma di crowd funding generalista.

La terza è costituita dalle variabili in gioco, o meglio dal controllo delle variabili in gioco, che sono moltissime ma già tutte prese in considerazione, valutate e studiate con estrema attenzione per non lasciare nulla al caso che, in progetti come questo, potrebbe scagliare macigni sulla via del successo.
Chi si iscrive a WOW/CRACY per cercare finanziamenti deve seguire delle procedure molto severe – spiegate benissimo in una sorta di manuale, che ho già avuto modo di vedere – in modo tale da garantire l’utente/cliente/finanziatore nel suo acquisto.

C’è pure una quarta arma, segreta ma non troppo. Un intero esercito di piccoli marchi che hanno un disperato bisogno di saltare alcuni dei passaggi finora inevitabili – showroom e negozi – per raggiungere direttamente il loro potenziale pubblico, che grazie ad un sito come WOW/CRACY diventa allo stesso tempo committente.
Le possibilità sono enormi: capsule collection che altrimenti in pochi rischierebbero di lanciare senza garanzia di riscontro, idee che difficilmente riuscirebbero a trovare canali di vendita, esordienti che vogliono valutare la risposta del mercato ai loro prodotti, collaborazioni con altri designers o artisti…
Però WOW/CRACY non è solo fashion design ma abbraccia l’intero mondo della moda. Quindi oltre a collezioni di abbigliamento, scarpe, borse, accessori, costumi, maglieria, sartoria, eco-fashion, si possono pure cercare finanziatori per altre tipologie come eventi, mostre, progetti editoriali, styling.

Il sito sarà online in poche ore, inizialmente in fase beta ed aperto solo su invito (ma vedremo di riuscire a farne avere un po’ ai nostri lettori).
E anche se da solo non riuscirà a risolvere tutti i problemi del Sistema Moda in Italia, di sicuro può essere un buon inizio, a patto di vederlo come un utensile: utilissimo per aggiustare, rompere, scoprire, FARE. L’importante è saperlo usare bene.

co-fondatore e direttore
    1. Esattamente come su Kickstarter: le idee sono di e rimangono a chi le ha.
      Funziona così: vuoi fare una collezione di scarpe ma non hai il budget? Realizzi un prototipo, metti quante più informazioni possibili su materiali, lavorazioni, ecc. Fai un preventivo: per trenta paia in totale, divise in varie taglie, mi servono tot euro. A quel punto ti iscrivi, promuovi, vendi. Wow/cracy prende la percentuale sulla vendita. In pratica si tratta di una forma di shop online dove però il prodotto nasce solo se i clienti già ci sono e finanziano.
      Su Kickstarter realizzano di tutto: molte nuove riviste, ad esempio, nascono così.

      1. Mi correggo (info freschissime appena ricevute): la landing page sarà online DOPODOMANI, il 1 agosto.
        Sarà possibile inviare progetti per la valutazione. Ufficialmente il sito aprirà questo inverno.

  1. Davvero un bel progetto, da blogger penso che sia utile anche per la creazione di nuove riviste, e da sperare che in Italia le persone si sveglino e si accorgano che le innovazioni esistono.
    Complimenti a FrizziFrizzi che arriva prima di tutti!

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