Cosa sono i Mommy Thriller? I Mommy Thriller sono quei thrilleroni di una volta (fine anni ’80, metà anni90) che fanno tanta paura alle nostre mamme! Vicini di casa perfidi, parenti serpenti, colpi di scena a minuto 87 telefonati già da minuto 6, uomini bellocci ma che nascondono qualche segreto, donne deboli ma che alla fine diventano delle commando! Nella carriera di ogni attore hollywoodiano che si rispetti ci deve essere un Mommy Thriller, anche se in effetti basta che pensiate ad un nome: Ashley Judd e ad una scena fondamentale che non deve mancare in un Mommy Thriller: la scena della ricerca sugli archivi di giornale.
In questo special spingeremo l’accelleratore fino addirittura a 40 all’ora sui film dove nella locandina c’è sempre la protagonista e dietro, come un’ombra, un losco figuro, sì insomma una qualche minaccia.

Prendiamo in esame un film del 2011, fresco fresco, ma che odora di naftalina, che sembra avere come missione proprio rilanciare il genere, una sorta di reboot del Mommy Thriller: The Resident. Per aiutarci a schematizzare il genere useremo i Tarocchi (che le mamme ci credono sempre un po’ a queste cose dei tarocchi e dei fondi del caffè): insomma, cerchiamo di spiegare i Mommy Thriller proprio come ogni volta dobbiamo un po’ spiegare il finale del film alle nostre mamme. Qui trovate la recensione tarocca di The Resident, e alla fine, tutti gli altri paurosissimi Mommy Thriller che C&B si è sorbito (non senza essere interrotto mille volte per spiegare questo o quel colpo di scena alla mamma) la scorsa settimana. Leggete questo post insieme alle vostre mamme.

THE RESIDENT
di Antti Jokinen (USA/UK 2011)
[trailer]

Protagonista assoluta questa volta è Hilary Swank.
Che sembra proprio ce la stia mettendo tutta a buttare nel cesso la sua carriera bioscarizzata tutta pugni e muscoli. Dopo quell’inutile Conviction (film che tentava di riportare in auge il genere “tuttidiconochehotortomaiocredo-combatto-vinco”) (senza scordare le pessime prove di Amelia e PS – I Love You) ora si dà al Mommy Thriller. Sono sempre più convinto che la Swank sia legata troppo al suo corpo sportivo. Insomma, a fare la ragazzetta impaurita e indifesa proprio non ce la vedo, tantomeno la ragazzetta sexy. Vi sembra sexy questo?

A me sembra Tyson. Chiaramente la caratterizzazione è presto detta: ragazza tradita dal ragazzo, un po’ disilusa e in cerca di una nuova dimensione, cerca casa e la trova. Il che ci porta a questo.

La casa, vero teatro di ogni Mommy Thriller che si rispetti. Inutile star qui a dire “casa-psicologia-ES-protezione-famiglia”, quello lo lasciamo a Freud. Insomma la tipa trova questa casa – gigante – a DUMBO, quartiere di nuova coolaggine di NY. Lei è sola, la casa è grande. All’inizio l’euforia vince e la rilassatezza prende il sopravvento, facendole fare cose che mai e poi mai vanno fatte in un Mommy Thriller; prima cosa fra tutte: il bagno nella vasca antica sorseggiando del vino rosso! Allora te le cerchi… Che non lo sai che come minimo c’è qualcuno che ti spia? Psyco? Hello?

Comunque la casa è grande e un po’ in continua ristrutturazione, lei lavora e non ha il tempo di mettere tutto a posto, quindi per tutto il film avremo misteriosi teloni di plastica pronti a muoversi: sarà il vento o un pazzo assassino? Chi può dirlo? Tu che dici mamma?
Sarà l’assassino vero? Lui?

Eh già: il bellimbusto, il signor Ivo, che par buono ma è cattivo. Sì insomma quello che prima ti affascina e poi te riempie de mazzate, ma che alla fine cede al tuo istinto di sopravvivenza. In questo caso abbiamo il sosia di Javier Bardem (anche detto Comico) di cui non ricordo mai il nome, ma che comunque non dice poi molto. Purtroppo, la voglia del regista di rinvigorire il genere gli fa scordare totalmente di raccontarci qualcosa in più del pazzo, del perché è un pazzo, del perché uno così che “potrebbe-avere-qualunque-donna” deve abbassarsi a fare le cose da pazzo, tipo che ne so: questo.
(Lo spazzolino è di lei, sottolineo, che più che pazzo sei un sudicione, e compratelo uno spazzolino, poi voglio vedere il dentista che dice!) E peggio ancora…

Insomma il matterello scatenato ha alla spalle una storia di suicidio familiare, ma non c’è dato sapere di più, non c’è minutaggio a sufficenza, neanche una ricerca negli archivi del giornale della città per scoprire che magari lui era stato rinchiuso vent’anni in manicomio o cosette così. Certo c’erano cose che avrebbero dovuto far accendere la lampadina alla protagonista: tipo che la casa (NY!) glie l’affitta a 380 dollari, roba che una cuccia per cani la paghi di più. Insomma niente, è matto. Qualcosa ce lo potrebbe raccontare il Signor Tono, che par cattivo, invece è buono.

Il vecchio di turno, taciturno, misterioso, schivo, è quello che per tutto il film crediamo sia un pezzo di merda matto, quello di cui la protagonista teme anche il saluto. Chiaramente è quello che fa una brutta fine cercando di avvertirla che il vero pazzo… il vero pazzo è altro. In The Resident spetta al mito (quasi) vivente Christopher Lee di essere l’Eremita, e a dirla tutta proprio superbuono non è, però insomma, voglio vedere dopo che sei stato Dracula, Saruman e il Conte Dooku, poi ti mettono con la mascherina d’ossigeno, un po’ t’incazzi. Un altro che fa sempre una brutta fine è lui.
Il più delle volte è il ragazzo-barra-ex-ragazzo; può anche essere un poliziotto troppo curioso, insomma è comunque qualcuno che addamorì senza nessuna colpa, solo di essere in qualche modo “vicino” alla protagonista. Di solito scompare senza lasciare traccia a metà film per poi essere ritrovato dalla protagonista durante la fuga finale, appena prima della rivalsa. Infatti la rivalsa ci porta alla famosa scena del coltello.

La scena del coltello arriva sempre, ed è semplicemente la scena dova alla protagonista spunta il pisello. Ok, detta così pare brutta, ma è la scena della consapevolezza, quella dove i ruoli quasi si invertono, quella dove finalmente inizia la rivalsa della vittima contro il carnefice e che finisce sempre sempre sempre con: la morte del protagonista (oddio, in rarissimi casi il Diavolo si salva per un’ultimissima scena dove sta per ricominciare col suo gioco di gatto-topo con qualche ignara Imperatrice), però insomma, al 90% muore, di solito cade dalla tromba delle scale, o dell’ascensore, o sparato da qualcuno che avevamo creduto morto (a volte può essere l’Appeso che si è ripreso). Le morti sono sempre sottoposte a vaglia della storia. In questo caso (casa in ristrutturazione) chiararamente come esimersi dal non sparargli un po’ di chiodi addosso.

E finalmente… NO!! AAAHH!! E’ ANCORA VIVO!!! UN ULTIMO SUSSULTO ASSASSINO!!!
SPAM! CHIODO IN TESTA! Ok, questa volta è morto davvero. La vita può ricominciare, più forte, più attenta e più donna selvaggia donna un controsenso affascinante sei di prima! Insomma da ogni Mommy Thriller si esce con un’esperienza in quanto a stalking e masturbazione in vasche da bagno tutta nuova: ad esempio dopo The Resident tutte le ragazze all’ascolto riempiranno il frigo di Red Bull, perché non si sa mai che di notte arriva qualcuno che ti inietta “forti dosi di Demerol” e poi si approfitta di te.
(E’ pure vero che forse, con un vicino fico così, potrebbe essere una cosa da non buttare via, visto che ora C&B è fidanzato).
The Resident è proprio alla summa di tutti i MT del mondo, davvero: in The Resident non c’è storia, ci sono solo scene “topiche” da MT. In definitiva un film penoso, ma allo stesso tempo perfetto per iniziare una Mommy Thriller Week. Ma c’è un’ultima fondamentale cosa da dire su questo – e tutti – i Mommy Thriller, ed è: la scena dove mia mamma s’è presa il coccolone.
«Ma che sei matto a farmi vedere questi film, m’è preso un colpo quando lui esce improvvisamente dallo specchio!»

Bene! Ora che avete capito di che si tratta potete tranquillamente organizzare delle visioni serali con le vostre mamme, lei prepara la cena e voi portate il film. Ecco i consigli di C&B:

E dopo questa trafila di Mommy Thriller potremo finalmente farci tatuare (in carcere, perché saremo nel mentre diventati dei pazzi assassini) questo stupendo tattoo.
(Mi raccomando non ribaltatelo, che MOM si trasforma in WOW e il cuore in un…).

Ciao mamma!