Collecting::Connecting 3

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Per la terza volta lo Iuav, e più precisamente il Corso di Laurea in Design della Moda diretto da Maria Luisa Frisa, ha dato una scossa a quelle farfalle che, a periodi alterni, si addormentano nel mio stomaco. Annuncio il loro ennesimo risveglio, grazie a Collecting::Connecting 3!

Questo Corso di Laurea, e tutti gli eventi che durante l’anno ci girano vorticosamente attorno, ha saputo nel tempo darmi tante altre emozioni: dall’ansia vissuta indirettamente per cari amici che si confrontavano con progetti apparentemente impossibili ma che, in qualche modo, hanno portato a termine, alle notti in piedi per consolarne altri che volevano gettare una spugna che, in realtà, non ha mai visto il pavimento, al primo amore (quel corso ha sfornato anche quello) ed a nuove e ben consolidate amicizie che spero di poter portare avanti per molto.

Credo che l’introduzione sia durata abbastanza ed ora è il caso di fare i più sentiti complimenti a tutte quelle giovani e nuove menti creative che giovedì scorso hanno portato le loro collezioni sul palco del Teatro Comunale di Treviso e per tutti quelli che hanno lavorato alla mostra.

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Iniziamo appunto da quest’ultima. La mostra Newcomers (vedi immagini* qui sopra), a cura di Judith Clark con i suoi due fidati assistenti Francesco Casarotto e Giovanni Dario Laudicina, ha portato gli ospiti attraverso una selezione di progetti (abiti ed accessori) dei primi laureati del corso, usciti dalla facoltà appena qualche mese fa.
L’esposizione continuava poi con una selezione di costumi prodotti dagli attuali studenti del corso per il progetto di Arto Lindsay. Camminando per la lunga scalinata della sede del corso di laurea, ci si imbatteva in un muro di combattenti che avevano a tratti sapori mistici, a tratti rudi e preistorici, lasciando me, e chi con me osservava ad occhi sbarrati, una poetica dark che, come un collante, si univa a quella latente sensazione di paura.

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Dalla mostra sono corso alla sfilata (vedi immagini* qui sopra), curata da Angelo Figus ed Els Proost.
Qui ancora nuove sensazioni. Guardando sfilare uno per uno gli studenti con le loro collezioni (piccole opere d’arte dove il lavoro e le notti in bianco a bere caffè e Redbull sembrano essere la chiave per l’ottimo risultato) si sono messe a svolazzare le farfalle, quelle famose che spesso scioperano come gli operai delle slums.

Grandi applausi per alcuni,  più moderati per altri, ma c’è da dire che non tutti in sala erano grandi esperti del taglio e cucito e forse si chiedevano come potesse essere indossabile quel capo o come quell’altro potesse affrontare la legge di gravità senza fare un piega.

*foto sono di Mich Renate
Mostra Commenti (4)
  1. il mio sognoè quello di riuscire a settembre ad entrare a disegno della moda, appunto dello Iuav..purtroppo ci sono solo 60 posti……
    compliment per l’articolo..e chissà che emozione vedere sfilare le proprie creazioni..è un peccato che tutte le scuole di moda private costino cifre esorbitanti!

  2. Non è privata. Credo che il corso di design di moda allo IUAv sia l’unica pubblica che lavora su la creazione dell’abito stesso. C’è anche un corso triennale a Rimini. Quest’anno completamente rinnovato. Sembra interessante ti dirò. Poi prova il test… e studia!!!

  3. Ciao complimenti, per l'articolo!

    so di essere largmente in ritardo ma guardando le foto che hai pubblicato sulla sfilata dell'anno scorso allo Iuav mi sono accorta che ha i sbagliato il nome delle foto 5 e 6, quelle con gli origami bianchi, sono i lavori di una mia amica. Non sono di Alessia Piva ma di Elisa Tamiazzo…. non voglio essere critica ma l'ho vista impazzire per piegare quegli accessori in carta acetato e pelle.

    Per il resto ti posso dire che il 2 luglio ci sarà la nuova sfilata ^^

    1. Ho appena corretto secondo le tue indicazioni.
      Ormai l'articolo è datato quindi non credo cambi molto comunque se si può esser precisi meglio esserlo ;)
      Mi spiace per l'errore. Spero non ce ne siano altri. Il materiale fotografico purtroppo ci è arrivato con poche indicazioni riguardo ai rispettivi autori…

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